L’Alfa Romeo 75 di Rally Factor Driving School al Circuito Internazionale d’Abruzzo: nel rally l’equipaggio è di due conduttori, pilota e navigatore. Foto RoccoPhotos.
Un track day Mugello è la giornata che prima o poi vuole fare chiunque abbia un’auto un po’ seria in garage. Cinque chilometri di saliscendi toscani, quindici curve, un rettilineo che sale come una rampa e la sensazione, dopo tre giri, di essere diventati piloti. Poi si guarda il cronometro alla fine della sessione e la sensazione passa.
La cosa interessante di un track day Mugello è che il tempo non si perde dove credi. Non lo perdi perché ti manca potenza e non lo perdi perché non hai il coraggio di stare dentro alle Arrabbiata. Lo perdi tre curve prima, in un punto in cui ti sembrava di andare benissimo. Questa guida al track day Mugello spiega dove sta quel tempo e perché una giornata da sola non basta a trovarlo.
Indice
- Il tracciato del Mugello: quasi niente è piatto, quasi niente si vede
- San Donato: la staccata dove tutti pensano di guadagnare
- Casanova-Savelli: il caso di scuola del sacrificio
- Le Arrabbiata: curve cieche, e il problema non è il coraggio
- Le gomme al Mugello: l’anteriore sinistra paga il conto
- Perché al Mugello i cavalli contano meno di quanto credi
- Track day Mugello con un istruttore accanto
- Domande frequenti sul track day al Mugello
Il tracciato del Mugello: quasi niente è piatto, quasi niente si vede
L’Autodromo Internazionale del Mugello sta a Scarperia e San Piero, in provincia di Firenze, ed è di proprietà della Ferrari dal 1988. Il disegno però è quello originale del 1974, firmato dall’ingegner Gianfranco Agnoletto, e nessuna delle ristrutturazioni successive lo ha addolcito. Nel 2011 è stato riasfaltato per intero, nel 2015 sono arrivate le vie di fuga in asfalto: la pista è più sicura, non più facile.
I numeri dicono già parecchio. Il tracciato misura 5.245 metri e conta quindici curve, nove a destra e sei a sinistra. Il rettilineo principale è lungo 1.141 metri e sale. Il dislivello complessivo è di 41 metri, la larghezza varia fra 9,6 e 14 metri. Tradotto: in un track day Mugello la macchina non è quasi mai in appoggio su una superficie piana, e in metà dei punti chiave non vedi dove stai andando quando inizi a girare il volante.
Questo cambia tutto. In un track day Mugello questo cambia il modo di lavorare. Su una pista piatta e larga puoi guidare a vista e sbagliare poco. Qui devi sapere in anticipo cosa succede dopo il dosso, e devi avere già deciso cosa vuoi fare della curva successiva mentre stai ancora percorrendo quella prima. È esattamente il tema di cui parliamo quando spieghiamo come si raccordano le curve fra loro: al Mugello il concetto non è un’eleganza teorica, è la differenza fra due secondi al giro.
San Donato: la staccata dove tutti pensano di guadagnare
Fine del rettilineo, prima curva, staccata in salita. San Donato è il punto in cui il novanta per cento dei partecipanti a un track day Mugello decide di essere coraggioso, perché la salita aiuta a rallentare e il cartello dei cento metri sembra sempre troppo prudente.
Il problema è che San Donato è una curva lunga, in discesa nella seconda parte, e non premia chi ci arriva dentro come un proiettile. Premia chi arriva in centro curva con la macchina già ruotata e il gas che si può riaprire presto. Chi stacca cento metri dopo il vicino di box guadagna due decimi in ingresso e ne perde quattro nel tratto che porta a Luco e Poggio Secco, perché esce largo, lento e con l’anteriore già in crisi.
Ecco la prima lezione di un track day Mugello fatto bene: la staccata è la parte del giro dove è più facile sentirsi veloci ed è quella dove è più difficile esserlo davvero. Il cronometro non misura quanto tardi freni. Misura quanto presto acceleri.
Casanova-Savelli: il caso di scuola del sacrificio
Se dovessimo scegliere un solo punto di un track day Mugello per spiegare cosa insegniamo in un corso di guida sportiva, sceglieremmo Casanova-Savelli. È una destra-sinistra in discesa, e la discesa fa tutto il lavoro sporco: la macchina è leggera dietro proprio quando le chiedi di cambiare direzione due volte di fila.
Qui si trova il concetto più controintuitivo della guida in pista, cioè il sacrificio volontario. La tentazione è affrontare Casanova al massimo, perché ci si arriva lanciati. Chi lo fa si presenta a Savelli con la macchina fuori assetto, corregge, e arriva alla Arrabbiata 1 con dieci km/h in meno. Chi invece entra a Casanova un filo più lento, ma con la traiettoria giusta, esce da Savelli in linea e si porta quella velocità dentro una curva lunghissima.
La domanda non è mai “quanto vado forte in questa curva”. La domanda è “quale curva comanda il tratto che viene dopo”. Al Mugello il tratto Casanova-Savelli-Arrabbiata è lungo e veloce, quindi comanda la prima. Sacrificare due decimi lì per guadagnarne sei dopo è un affare, e non è una cosa che si scopre da soli guardando un video di YouTube: si scopre con qualcuno accanto che ti dice dove stai pagando.
Le Arrabbiata: curve cieche, e il problema non è il coraggio
Arrabbiata 1 e Arrabbiata 2 sono le curve che tutti raccontano al bar dopo un track day Mugello. Sono velocissime, sono in salita, e soprattutto sono cieche: quando cominci a girare non vedi l’uscita. Da fuori sembra una questione di fegato. Da dentro non lo è quasi mai.
Chi rallenta troppo alle Arrabbiata in un track day Mugello non lo fa perché ha paura. Lo fa perché non ha riferimenti: non sa dove guardare, quindi il cervello ordina di alzare il piede a metà curva per prudenza, e quella micro-esitazione destabilizza la vettura proprio nel punto di massimo carico. Il risultato è una correzione, un allargamento e un’uscita rovinata.
La soluzione è noiosa e funziona: costruire i riferimenti visivi prima di andare forte, portare lo sguardo dove la macchina deve arrivare e non dove sta, e imparare a tenere il gas fermo invece di modularlo nervosamente. Sono tre cose che un istruttore accanto sistema in un turno. Da soli si possono cercare per tre giornate e trovare a metà.
Vale la pena dirlo chiaramente, perché è il malinteso più diffuso dei track day: le curve veloci non si affrontano con il coraggio, si affrontano con le informazioni. Il coraggio senza informazioni si chiama in un altro modo e di solito finisce nella ghiaia.
Le gomme al Mugello: l’anteriore sinistra paga il conto
Torniamo ai numeri del tracciato: nove curve a destra su quindici. Significa che in un track day Mugello la ruota che lavora di più, per distacco, è l’anteriore sinistra. È lei che sopporta il trasferimento di carico a San Donato, nelle Arrabbiata e alla Bucine, ed è lei che alza la temperatura per prima.
Chi non ci pensa vive sempre lo stesso track day Mugello. Primi tre giri bellissimi, quarto giro buono, quinto giro in cui la macchina “non gira più come prima”, e da lì in poi una sessione di correzioni sempre più larghe con l’idea che il problema sia il telaio. Il problema è la temperatura di una gomma sola.
La finestra utile di un turno è più corta di quanto si creda, e il modo in cui guidi i primi giri decide quanto dura. Gestire le gomme significa scegliere dove spendere aderenza e dove risparmiarla, e questo si può fare solo se hai deciso in anticipo quali curve del giro contano davvero. Chi entra in pista senza quel piano brucia l’anteriore sinistra nel primo terzo del turno e passa il resto della giornata a inseguire una macchina che non c’è più.
Nessuno può dirti quante gomme consumerai: dipende da vettura, pressioni, temperature e stile. Chiunque ti dia un numero secco sta indovinando. Quello che si può insegnare è come farle durare fino alla fine del turno, che è una competenza, non un accessorio.

Perché al Mugello i cavalli contano meno di quanto credi
C’è una scena che si ripete a ogni track day Mugello: due auto identiche, stessa preparazione, stesse gomme, e cinque secondi di differenza sul giro. Non è il motore. È il pilota.
Questo è il punto in cui conviene fare un conto onesto. Un intervento serio sull’assetto, uno scarico, una mappatura: sono soldi veri, si spendono una volta e portano qualche decimo. La tecnica di guida costa meno di quasi tutte le modifiche che stai valutando, non si consuma e soprattutto non resta sull’auto che un giorno venderai. Te la porti addosso su qualsiasi vettura sali, oggi e fra dieci anni.
Non è una tesi da brochure, è una cosa che misuriamo. Un nostro allievo ha tolto sette secondi al giro sul circuito di Pomposa, e non aveva cambiato niente della macchina. Sette secondi non si comprano con nessun catalogo ricambi esistente.
Chi affronta un track day Mugello con la testa giusta smette di chiedersi quanti cavalli gli mancano e comincia a chiedersi quanti decimi sta regalando in ogni sequenza. È una domanda più scomoda, ma è l’unica che porta da qualche parte. Lo stesso ragionamento vale in un corso di rally, dove il fondo cambia sotto le ruote e la tecnica pesa ancora di più della potenza.
Track day Mugello con un istruttore accanto
Mettiamo subito in chiaro come funziona un track day Mugello con noi, perché sul web si legge di tutto. Rally Factor non organizza track day al Mugello e non ha una sede sull’autodromo. I nostri corsi di gruppo si svolgono nelle nostre sedi, a Villafranca di Verona e alla Mola di Rieti. Quello che facciamo al Mugello è un’altra cosa: il percorso individuale.
Funziona così: la giornata in pista la prenoti tu, con l’organizzatore che preferisci, sulla tua auto. Noi veniamo da te e l’istruttore sale in macchina accanto a te per tutta la giornata. Siamo una delle poche scuole in Italia a offrire corsi individuali su qualsiasi pista del territorio nazionale, e questo è il motivo per cui un track day Mugello può diventare una giornata di lavoro vero invece di sei turni di sensazioni.
Rally Factor è Centro Tecnico Federale ACI Sport, e affianca gli allievi anche per licenze, abilitazioni e passaggi di licenza per chi vuole arrivare alle gare. Chi invece vuole solo andare più forte in pista trova nel percorso individuale Pilota su Misura lo strumento più diretto: telemetria, analisi del giro e correzioni fatte mentre l’errore è ancora fresco. Se preferisci partire da un corso di gruppo prima di portare l’istruttore in pista, il catalogo completo è nella pagina dei corsi di guida sportiva, dove i percorsi Rally+Drift e Rally Avanzato non servono solo a chi punta all’agonismo: sono i più utili all’appassionato che vuole capire davvero cosa fa la sua macchina.
Il ragionamento che vale per un track day Mugello vale anche altrove: abbiamo scritto la stessa analisi curva per curva per altri due circuiti frequentati dagli appassionati italiani: se il tuo prossimo appuntamento è altrove, guarda il pezzo sul track day a Monza o quello sul track day a Imola.
Hai già una data al Mugello e non sai se ha senso portarsi un istruttore? Chiedilo direttamente, si risponde in giornata.
Domande frequenti sul track day al Mugello
Rally Factor organizza track day al Mugello?
No. Rally Factor non organizza un track day Mugello in proprio e non ha una sede sull’autodromo. Quello che offriamo è il coaching individuale: l’istruttore sale sulla tua auto nella giornata che hai già prenotato tu, con l’organizzatore che preferisci.
Serve una licenza per un track day al Mugello?
Per una giornata di prove libere in pista serve di norma la patente e il rispetto del regolamento dell’organizzatore, non la licenza sportiva. La licenza serve per gareggiare: essendo Centro Tecnico Federale ACI Sport, affianchiamo gli allievi per licenze, abilitazioni e passaggi di licenza.
Quanto è lungo il circuito del Mugello?
Il tracciato misura 5.245 metri e si snoda su quindici curve, nove a destra e sei a sinistra. Il rettilineo principale è lungo 1.141 metri e sale, e il dislivello complessivo del circuito è di 41 metri.
Qual è la curva più difficile del Mugello?
Non ce n’è una sola. Le Arrabbiata sono le più intimidatorie perché sono veloci e cieche, ma il tempo si perde soprattutto nella discesa di Casanova-Savelli, che comanda tutto il tratto successivo.
Posso portare la mia auto stradale a un track day al Mugello?
Sì, ed è la situazione più comune in un track day Mugello. Una berlina o una sportiva stradale in ordine, con freni e gomme in buone condizioni, basta per lavorare bene: il limite, nella maggior parte dei casi, non è l’auto.
Quante gomme consuma una giornata al Mugello?
Dipende da vettura, pressioni e stile di guida, quindi un numero preciso sarebbe inventato. Vale però una regola: al Mugello nove curve su quindici sono a destra, quindi l’anteriore sinistra lavora più di tutte ed è quella che decide la fine del turno buono.
In quali circuiti si può fare un corso individuale con Rally Factor?
In qualsiasi pista italiana. È una delle poche scuole in Italia a offrire corsi individuali su tutto il territorio: i corsi di gruppo si svolgono invece nelle nostre sedi, a Villafranca di Verona e alla Mola di Rieti.
Vuoi metterlo davvero in pratica?
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