Il team building aziendale è quasi sempre l’ultima voce a entrare nel budget e la prima a uscirne. Non nasce da un obbligo, non risponde a un adempimento e, quando l’anno si stringe, nessuno deve giustificare perché è stato cancellato. Questa è la sua debolezza strutturale, ed è anche il motivo per cui vale la pena capire in quali casi la stessa giornata smette di essere una spesa discrezionale.
Una giornata in pista può essere costruita in due modi molto diversi. Nel primo resta un evento: le persone si divertono, tornano contente, e il costo è una spesa per la ricreazione dei dipendenti. Nel secondo la stessa giornata è progettata come formazione, e allora produce documenti, tracce e — a certe condizioni — un effetto sul premio assicurativo dell’azienda. La differenza non sta nel luogo né nelle auto: sta nel programma e in ciò che resta agli atti.
Indice
- Il team building aziendale non ha un budget suo
- Ricreazione o formazione: che cosa cambia in bilancio
- Che cosa chiede il D.Lgs 81/2008 e che cosa no
- Quando la giornata entra nella domanda OT23
- Il programma che distingue la formazione dalla gita
- I sette documenti che restano all’azienda
- Quando è solo una gita, e va benissimo così
- Che cosa succede in una giornata Rally Factor
- Come chiedere un preventivo che si possa confrontare
- Domande frequenti
Il team building aziendale non ha un budget suo
Chi propone un team building aziendale in una riunione di budget parte svantaggiato. La formazione sulla sicurezza ha una voce sua perché è obbligatoria; la sostituzione di un mezzo ha una voce sua perché il mezzo si rompe. Il team building aziendale attinge a un fondo eventi che esiste solo quando l’anno va bene, e compete con la cena di Natale e con la convention commerciale.
Chi lo compra, di solito, lo compra per un motivo reale: un gruppo che non si parla, due reparti che si accusano a vicenda, un’acquisizione che ha messo insieme persone che non si conoscono. Il problema è vero, la soluzione è discrezionale, e questo la rende fragile.
Esiste però una zona di sovrapposizione che quasi nessuno sfrutta. Un team building aziendale fatto guidando riguarda un’attività che molte di quelle stesse persone svolgono ogni giorno per lavoro. Se la giornata viene costruita tenendo conto di questo, cambia categoria: non è più solo un evento, è formazione che le persone ricordano perché l’hanno fatta con le mani.
Ricreazione o formazione: che cosa cambia in bilancio
La distinzione non è un dettaglio da amministrazione. L’articolo 100 del TUIR stabilisce che le spese «relative ad opere o servizi utilizzabili dalla generalità dei dipendenti o categorie di dipendenti volontariamente sostenute per specifiche finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto» sono deducibili «per un ammontare complessivo non superiore al 5 per mille dell’ammontare delle spese per prestazioni di lavoro dipendente».
Il 5 per mille è un tetto stretto, e un team building aziendale di una certa dimensione lo consuma in fretta. Su un monte salari da un milione di euro parliamo di cinquemila euro l’anno, dentro i quali sta tutto: la ricreazione, l’assistenza, il resto degli oneri di utilità sociale.
La regola generale è un’altra e sta nell’articolo 109 del TUIR, che al comma 5 rende deducibili le spese «se e nella misura in cui si riferiscono ad attività o beni da cui derivano ricavi» — e lo fa escludendo espressamente dal proprio ambito «gli oneri fiscali, contributivi e di utilità sociale». Il testo di legge, in altre parole, tratta i due gruppi di spese come binari separati.
Qui serve un avvertimento che non è di stile. La classificazione di una spesa dipende dai fatti concreti, dalla documentazione e da come la giornata è stata realmente costruita, e la valutazione spetta al consulente fiscale dell’azienda. Rally Factor è una scuola di pilotaggio, non uno studio commercialista: quello che possiamo fare è consegnare una giornata documentata in modo che il consulente abbia qualcosa da leggere.
Che cosa chiede il D.Lgs 81/2008 e che cosa no
Sul lato sicurezza conviene essere precisi, perché è il punto in cui i fornitori promettono più di quanto la norma consenta. L’articolo 37 del D.Lgs 81/2008, al comma 5, definisce l’addestramento come una prova pratica «effettuata da persona esperta e sul luogo di lavoro», che «deve essere tracciata in apposito registro, anche informatizzato».
Due parole di quella definizione contano più delle altre: sul luogo di lavoro. Una giornata in pista non si svolge sul luogo di lavoro, quindi non sostituisce l’addestramento previsto dalla norma e non copre la formazione obbligatoria definita dall’Accordo Stato-Regioni. Chi vi dice il contrario vi sta vendendo una cosa che non può darvi.
Il valore di un team building aziendale costruito sulla guida sta altrove, ed è più solido proprio perché è dichiarato per quello che è: la guida è un’attività lavorativa a rischio elevato che la formazione obbligatoria tratta in aula e quasi mai in movimento. Una giornata pratica non sostituisce nulla e aggiunge l’unica cosa che l’aula non può dare.
Quando la giornata entra nella domanda OT23
La leva economica vera non passa dal budget eventi, passa dall’Inail. La Guida al modello OT23 2027 stabilisce che la riduzione del tasso medio di tariffa spetta alle aziende che hanno realizzato interventi di miglioramento «in aggiunta a quelli obbligatori per legge»: ciò che l’azienda deve fare non porta punteggio, ciò che sceglie di fare sì.
Nel modello OT23 2027 il corso teorico-pratico di guida sicura è l’intervento D-4, di tipo A, e un solo intervento di tipo A è sufficiente ad aprire la domanda. Le condizioni sono scritte: deve riguardare almeno il 30% dei lavoratori che durante l’attività lavorativa usano veicoli a motore personalmente condotti, deve avere una parte teorica e una pratica su strada o pista, e il programma deve trattare dieci argomenti indicati nel modello.
Le date sono due e non vanno confuse: l’intervento va realizzato entro il 31 dicembre 2026 per contare nella domanda del 2027, e la domanda si presenta entro il 28 febbraio. Il beneficio, quando riconosciuto, agisce sul premio dell’intera posizione assicurativa, non sul rimborso del singolo corso. Abbiamo dedicato un articolo a parte a come funziona la riduzione OT23 e che cosa serve per chiederla.
Un team building aziendale che rispetti quelle condizioni è, ai fini della domanda, la stessa cosa di un corso: l’Inail guarda il programma, i partecipanti e i documenti, non il nome che l’azienda dà alla giornata sul proprio calendario interno.
Il programma che distingue la formazione dalla gita
Chiedete il programma scritto. È il singolo controllo che separa un team building aziendale costruito bene da uno che vi lascerà con delle fotografie e nient’altro. Un preventivo serio contiene la sequenza delle attività, il nome di chi le conduce e il criterio con cui i partecipanti vengono divisi.
I dieci argomenti che il modello Inail elenca per il corso di guida sicura danno una traccia utile anche a chi non punta all’OT23: posizione di guida, uso corretto dei comandi, sottosterzo e sovrasterzo, traiettorie in curva, frenata e frenata di emergenza, manovra di emergenza per evitare ostacoli, controllo della perdita di stabilità del veicolo, guida in condizioni di ridotta aderenza, confronto della guida con e senza tecnologie di sicurezza, trasferimenti di carico.
Fra questi ce n’è uno che salta sempre per primo quando la giornata si comprime, ed è il confronto della guida con e senza tecnologie di sicurezza. Costa tempo, perché significa ripetere lo stesso esercizio due volte. Vale quanto tutto il resto messo insieme, perché è il momento in cui chi guida capisce quanta parte del merito, nella frenata che gli ha salvato la giornata, non era sua.
Abbiamo descritto la costruzione completa di una giornata nell’articolo su come si struttura un corso di guida sicura per aziende.
I sette documenti che restano all’azienda
Un team building aziendale costruito come formazione lascia una traccia documentale. Il modello OT23 2027 elenca sette documenti probanti per l’intervento D-4: il programma del corso con data e soggetto erogatore, il registro delle presenze firmato, l’elenco dei lavoratori che usano veicoli aziendali, l’elenco dei veicoli, gli attestati rilasciati, la documentazione sulle modalità di svolgimento e il curriculum del formatore.
L’ultimo merita attenzione perché è l’unico che l’azienda non può produrre da sola. Il modello chiede che il corso sia erogato da «enti, strutture specificatamente dedicati» con esperienza superiore a quella di base: è esattamente il punto in cui il fornitore che avete scelto pesa sulla domanda, in positivo o in negativo.
Anche fuori dall’OT23 quei documenti servono, e sono ciò che distingue un team building aziendale archiviato dalla memoria di una bella giornata. Il datore di lavoro che ha inserito il rischio stradale nella valutazione dei rischi deve poter mostrare che cosa ha fatto per ridurlo, e un elenco di presenze firmato è una risposta migliore di un racconto.
Quando è solo una gita, e va benissimo così
Va detto anche il contrario, perché non tutto deve avere una giustificazione tecnica. Un team building aziendale pensato per far conoscere fra loro persone che lavorano in sedi diverse è un obiettivo legittimo e non ha bisogno di travestirsi da formazione. In quel caso la giornata si compra col budget eventi, si misura sul clima interno e nessuno deve fingere che valga per l’Inail.
Il problema nasce quando le due cose si confondono. Un’azienda che paga una giornata ricreativa convinta che valga come formazione scoprirà troppo tardi che non ha né i documenti né i requisiti; un’azienda che paga una giornata di formazione e la racconta ai dipendenti come una gita ottiene metà del risultato, perché chi partecipa arriva senza aspettative.
La domanda da farsi prima di chiamare un fornitore di team building aziendale è quindi una sola: questa giornata deve produrre un effetto sul clima o un effetto sulla sicurezza? Entrambe le risposte sono buone, e portano a due preventivi diversi.
Che cosa succede in una giornata Rally Factor
Chi organizza un team building aziendale vuole sapere a chi affida la giornata. Rally Factor lavora dal 2006 ed è Centro Tecnico Federale ACI Sport, cioè una struttura di formazione riconosciuta dalla federazione. Le sedi sono due, Villafranca di Verona e la Mola di Rieti, a cui si aggiunge il modulo su neve e ghiaccio al Passo del Tonale. Gli istruttori sono istruttori ACI Sport che corrono nei campionati italiani ed europei, e la scuola ha alle spalle lo sviluppo e la presentazione di vetture per case costruttrici e gruppi di concessionari.

Le due formule sono distinte e conviene sceglierle sapendo che cosa fanno. La giornata di team building aziendale con la squadra corse mette i partecipanti a contatto con un team al lavoro e con le auto da rally: l’obiettivo dichiarato è il gruppo, la comunicazione e la percezione del rischio. Il corso di guida sicura per aziende mette invece ogni partecipante al volante su vetture stradali preparate, con esercizi ripetuti e misurati.
Nulla vieta di costruire un team building aziendale che tenga insieme le due cose, ed è la richiesta più frequente. Serve però deciderlo prima, perché il programma cambia: la parte di guida individuale richiede tempo per persona, e il tempo per persona è ciò che determina quante persone si possono portare.
Come chiedere un preventivo che si possa confrontare
Un preventivo per un team building aziendale contiene quasi sempre tre informazioni: una data, un numero di partecipanti e un prezzo a persona. Sono le tre informazioni che servono a un ufficio acquisti e non bastano a un responsabile della sicurezza. Quando ne chiedete uno, chiedete anche il programma dettagliato, il rapporto fra istruttori e partecipanti, i minuti di guida effettiva per persona e l’elenco dei documenti che vi verranno consegnati a fine giornata.
Se le risposte a queste quattro domande sono vaghe, il prezzo a persona non è confrontabile con nient’altro.
Per costruire la vostra giornata scriveteci a info@rallyfactor.it con il numero di partecipanti e l’obiettivo — clima, sicurezza o entrambi — e vi rispondiamo con un programma scritto, non con un listino.
💬 Parliamo del percorso per la tua azienda

Domande frequenti
Il team building aziendale in pista è una spesa di formazione?
Dipende da come la giornata è costruita e documentata. L’articolo 100 del TUIR fissa un tetto del 5 per mille delle spese per lavoro dipendente per le spese sostenute per finalità di ricreazione; le spese di formazione seguono la regola generale di inerenza dell’articolo 109. La classificazione di una spesa concreta spetta al consulente fiscale dell’azienda, che deve poter leggere il programma e i documenti della giornata.
Una giornata di team building aziendale vale per la riduzione del premio Inail?
Vale se rispetta le condizioni che il modello OT23 2027 pone per l’intervento D-4: almeno il 30% dei lavoratori che usano veicoli a motore personalmente condotti, parte teorica e parte pratica su strada o pista, i dieci argomenti previsti nel programma e i documenti probanti richiesti. Il nome dato alla giornata non conta, contano il programma e le prove.
Quanti dipendenti devono partecipare?
Per l’intervento D-4 il modello Inail indica una soglia del 30% del personale che durante l’attività lavorativa fa uso di veicoli a motore personalmente condotti. Fuori da quel percorso non esistono soglie: il vincolo di un team building aziendale diventa organizzativo, cioè quante persone si riescono a far guidare davvero in una giornata.
Il team building aziendale sostituisce la formazione obbligatoria sulla sicurezza?
No, e nessun fornitore serio dovrebbe sostenerlo. La formazione obbligatoria ha durata e contenuti definiti dall’Accordo Stato-Regioni, e l’addestramento previsto dall’articolo 37 comma 5 del D.Lgs 81/2008 è una prova pratica da svolgere sul luogo di lavoro. Una giornata in pista è formazione aggiuntiva, ed è proprio in quanto aggiuntiva che rileva per l’OT23.
Servono auto da rally o si guidano auto normali?
Le due formule usano mezzi diversi. La giornata di team building aziendale con la squadra corse è costruita intorno alle auto da rally e alle dinamiche del team; il corso di guida sicura per aziende si svolge su vetture stradali preparate, che è la condizione perché l’esercizio somigli a quello che i partecipanti fanno ogni giorno.
Che documenti restano all’azienda dopo la giornata?
Programma con data e soggetto erogatore, registro delle presenze firmato, elenco dei lavoratori coinvolti, elenco dei veicoli, attestati, documentazione sulle modalità di svolgimento e curriculum del formatore. Sono i sette documenti probanti elencati dal modello OT23 2027 per l’intervento D-4, e restano utili anche a chi non presenta la domanda.
Si può finanziare con i fondi interprofessionali?
I fondi paritetici interprofessionali finanziano piani formativi, quindi la strada esiste se la giornata è costruita e presentata come formazione. Le regole, le scadenze e i formulari li fissa il fondo a cui l’azienda aderisce, che va contattato prima di fissare la data: ne abbiamo scritto nell’articolo dedicato ai fondi interprofessionali per la formazione alla guida sicura.
Dove si svolgono le giornate?
Le giornate di team building aziendale si svolgono a Villafranca di Verona, in provincia di Verona, e alla Mola di Rieti, con il modulo su neve e ghiaccio al Passo del Tonale. La durata dipende dal programma concordato: chiedete che sia scritta nel preventivo insieme ai minuti di guida effettiva per partecipante.
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