25/03/2026
Tra la prima e la seconda sessione, in ogni paddock d'Europa, accade sempre la stessa cosa.
Qualcuno — aria riflessiva, tuta abbottonata, tono da ingegnere — enuncia la sua diagnosi: "Devo ammorbidire le sospensioni anteriori. La macchina è troppo rigida in ingresso."
Suona serio. Suona tecnico. Suona come qualcuno che sa quello che sta facendo.
Nel novanta per cento dei casi è qualcuno che non ha ancora costruito abbastanza tecnica di guida da sapere se il problema è il setup o se è — come quasi sempre — qualcosa che sta facendo lui in quella curva.
Il setup è la scusa più elegante che esista in pista. È misurabile, modificabile, comunicabile con terminologia che impressiona. E soprattutto sposta la responsabilità fuori dall'abitacolo.
Prima di toccare qualsiasi cosa sulla macchina esiste una domanda sola, brutalmente onesta, che ogni driver dovrebbe farsi: sono abbastanza consistente da sapere che il problema non sono io?
Non abbastanza veloce. Abbastanza consistente. La differenza è enorme.
Il nuovo articolo di Giuseppe Piccioni — Istruttore ACI Sport, Rally Factor Driving School — spiega quando il setup conta davvero, quali parametri capisce quasi nessuno, e il processo corretto per modificare la macchina senza trasformare ogni giornata in pista in un esperimento cieco.
Cercatelo su rallyfactor.it
— Giuseppe Piccioni Istruttore ACI Sport Rally Factor Driving School
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