30/03/2026
Avete mai guidato con una leggera disidratazione senza saperlo?
Probabilmente sì. Quasi certamente più volte.
Ecco la cosa che quasi nessuno sa: la sete non è un indicatore affidabile dello stato di idratazione. È un segnale in ritardo. Quando avete sete, siete già in uno stato di disidratazione che ha prodotto effetti fisiologici misurabili da almeno venti o trenta minuti.
E quegli effetti — anche a livelli che non sentite chiaramente, ben lontani da qualsiasi malessere — hanno un impatto diretto sulla qualità della guida. Una disidratazione dell'uno per cento del peso corporeo, meno di un bicchiere d'acqua, produce già riduzioni misurabili della concentrazione e della velocità di elaborazione cognitiva. Due per cento: memoria di lavoro ridotta, velocità di reazione ridotta, qualità delle decisioni sotto pressione ridotta.
E nel frattempo stavate attribuendo quel degrado della guida a stanchezza, a mancanza di tecnica, alla macchina.
Non era niente di tutto questo. Era che avevate dimenticato di bere.
Stesso discorso per l'alimentazione — il pranzo abbondante che produce sonnolenza e degradazione cognitiva nelle due ore successive, il calo glicemico a metà pomeriggio che nessuno collega alla peggiorata qualità delle decisioni in pista, la caffeina usata per mascherare problemi che non può risolvere.
Il nuovo articolo di Giuseppe Piccioni — Istruttore ACI Sport, Rally Factor Driving School.
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— Giuseppe Piccioni
Istruttore ACI Sport
Rally Factor Driving School
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