Premessa sacrosanta: lo smartphone alla guida NON si tocca. Mai. Su questo non si tratta. Ed è esattamente per questo che oggi voglio parlare della progressiva chilometrica, ovvero del motivo per cui un pannello luminoso che dice “coda dopo Villamarzana” è un insulto all’intelligenza — e pure alla sicurezza.
Perché delle due l’una: o so a memoria la geografia dei comuni del Polesine, oppure per capire DOVE sia l’ostacolo dovrei… guardare internet. Alla guida. Cioè fare esattamente la cosa che, giustamente, mi vieti. Applausi.
“Coda dopo Villamarzana”: il problema
Scena vera: pannello a messaggio variabile, lettere arancioni, “1 KM IN AUMENTO DOPO VILLAMARZANA PER INCENDIO”. Bellissimo. Peccato che il 97% di chi legge non abbia idea di dove sia Villamarzana, e l’altro 3% ci abiti. Quindi il messaggio, tradotto, suona così: “c’è un pericolo da qualche parte, in bocca al lupo”.
Eppure la soluzione esiste da decenni, è piantata ogni 1.000 metri a bordo strada, ed è pure gratis: la progressiva chilometrica. Infatti ogni chilometro di autostrada è identificato da un cartello, e ogni 100 metri da un numero. Di conseguenza, “coda al km 43” mi dice TUTTO; “coda dopo Villamarzana” mi dice che qualcuno, in una sala operativa, non ha voglia di scrivere un numero.

Cos’è la progressiva chilometrica
La progressiva chilometrica è la numerazione che accompagna ogni strada italiana dal suo punto di origine: il grande cartello quadrato bianco con il numero nero indica il chilometro esatto. Inoltre, tra un cartello e l’altro, i cippi ogni 100 metri riportano il numero romano dell’ettometro (I, II, III… IX): al “IX” del km 42 vi trovate, con precisione svizzera, al km 42+900.
In altre parole: l’autostrada è un righello lungo centinaia di chilometri, graduato ogni 100 metri. Un sistema di posizionamento nato molto prima del GPS, che non ha bisogno di segnale, batteria o abbonamento. Perciò usiamolo.
Come si legge: matematica da quinta elementare
I chilometri crescono o calano a seconda del senso di marcia: se viaggiate “in aumento” i numeri salgono, “in diminuzione” scendono (ed è esattamente il gergo che sentite nei notiziari sul traffico). Quindi il calcolo è questo: ostacolo segnalato al km 48, ultimo cartello letto km 43, sto viaggiando in aumento → mancano 5 km. Fine. Un’addizione o una sottrazione da quinta elementare, come promesso.
Il bello è che questa lettura è anche un esercizio di guida consapevole: sapere sempre dove ci si trova è la stessa attenzione che distingue chi guida da chi viene trasportato — l’esatto contrario del vacanziero, la specie purtroppo non in via d’estinzione che vaga per l’autostrada senza sapere né dove sia né perché.
Come si segnala un pericolo fatto bene
Se dovete segnalare un incidente in autostrada al 112, alla polizia stradale o al CCISS – Viaggiare Informati, le informazioni utili sono tre: strada (es. A13), chilometro (dal cartello o dal cippo più vicino) e direzione di marcia. Con questi tre dati i soccorsi arrivano al punto esatto; con “dopo il paese col campanile” arrivano quando è troppo tardi.
Naturalmente la segnalazione si fa da fermi in sicurezza o tramite passeggero: lo smartphone alla guida resta vietato, e chi si distrae al volante finisce dritto nei nostri articoli su distanza di sicurezza e attenzione alla guida. La differenza la fa sempre chi tiene gli occhi sulla strada — e sa leggerla.
Cari gestori: il pannello perfetto esiste
Quindi, con tutto l’affetto: se il pannello a messaggio variabile può scrivere “DOPO VILLAMARZANA”, può scrivere anche “AL KM 43+500”. Stessi caratteri, stesso costo, informazione infinitamente migliore. Anzi, facciamo entrambe: il toponimo per chi è di zona, la progressiva chilometrica per tutti gli altri esseri umani.
Perché la sicurezza stradale non è solo airbag e telecamere: è anche dare a chi guida informazioni che si possano capire senza laurea in toponomastica del Polesine. E nel frattempo, visto che il sistema c’è già, impariamo a leggerlo noi.
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Domande frequenti sulla progressiva chilometrica
Cosa sono i numeri romani a bordo dell’autostrada?
Sono gli ettometri: indicano i multipli di 100 metri (I = 100 m, IX = 900 m) dopo l’ultimo chilometro segnalato. Insieme al cartello chilometrico formano la progressiva chilometrica, precisa a 100 metri.
Come faccio a sapere a che chilometro mi trovo? (leggere la progressiva chilometrica)
Basta leggere l’ultimo cartello chilometrico bianco (uno ogni chilometro) e, per la precisione fine, il cippo ettometrico con il numero romano. Nessuna app richiesta: il sistema funziona anche senza campo.
Cosa significa “km in aumento” o “in diminuzione”?
Indica il senso di marcia rispetto alla numerazione della strada: “in aumento” significa che i chilometri crescono nella vostra direzione, “in diminuzione” che calano. È il gergo standard di notiziari e sale operative.
Cosa devo comunicare al 112 per segnalare un incidente in autostrada?
Tre dati: strada (es. A13), chilometro dal cartello o cippo più vicino, direzione di marcia (o “in aumento/diminuzione”). E ovviamente cosa vedete: veicoli coinvolti, feriti, corsie bloccate.
Posso usare lo smartphone per capire dov’è la coda?
Alla guida no, mai: è vietato e pericoloso. Ed è proprio il paradosso dei pannelli con i toponimi: costringono a cercare su una mappa ciò che un semplice chilometro direbbe subito. Fate leggere il passeggero, oppure… leggete i cartelli.
I cartelli chilometrici ci sono solo in autostrada?
No: tutte le strade statali, regionali e provinciali hanno la loro progressiva chilometrica. In autostrada però è più fitta e leggibile, con cartelli grandi ogni chilometro e cippi ogni 100 metri.
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