L’Alfa Romeo 75 di Rally Factor Driving School al Circuito Internazionale d’Abruzzo: nel rally l’equipaggio è di due conduttori, pilota e navigatore. Foto RoccoPhotos.
Il navigatore rally è l’unica persona in un’auto da corsa che lavora a occhi bassi mentre l’auto passa a 160 all’ora fra due muri. Il pubblico lo chiama «quello che legge», i piloti che hanno perso una gara per una nota sbagliata lo chiamano in modi meno stampabili, e il regolamento ACI Sport lo chiama in un modo che quasi nessuno conosce: secondo conduttore. Le tre definizioni raccontano tre cose diverse dello stesso mestiere, e questa guida le mette in fila: cosa fa davvero un navigatore rally, quale licenza gli serve, come si comincia e perché il sedile destro è il modo più intelligente di entrare nei rally senza vendere casa.
Navigatore rally: chi è davvero (e perché il regolamento lo chiama «secondo conduttore»)
Le Norme Generali Rally 2026 di ACI Sport sono più chiare di molti commentatori. L’articolo 1.14 dice che per ogni vettura va iscritto un equipaggio di due persone, «considerate entrambe Conduttori»: un primo e un secondo conduttore, designati nel modulo d’iscrizione, che possono alternarsi alla guida e devono avere entrambi la licenza di conduttore richiesta per quel rally e la patente in corso di validità. Il navigatore rally, sulla carta, è un pilota che ha scelto di sedersi a destra.
Questa definizione cambia il modo di guardarlo. Non è un passeggero con un quaderno: è un licenziato con gli stessi obblighi sportivi del pilota, la stessa dotazione di sicurezza, la stessa firma sui documenti di gara e la stessa responsabilità davanti ai commissari. Se l’auto salta un controllo orario perché la tabella di marcia era letta male, la penalità è dell’equipaggio. Se il comportamento in trasferimento finisce davanti ai commissari sportivi, ci finisce l’equipaggio. Il navigatore paga, in tutti i sensi, la sua metà.
La parola copilota rally, che molti usano come sinonimo, dice la stessa cosa da un altro angolo: co-pilota, cioè pilota insieme. Nei rally italiani si dice più spesso navigatore, in inglese co-driver, e il regolamento scrive «2° Conduttore». Tre nomi, un mestiere solo.
Cosa fa il navigatore rally prima della partenza: ricognizioni, note e road book
Il grosso del lavoro del navigatore rally si fa quando l’auto da gara è ancora sul carrello. Un rally, per regolamento, inizia il giorno delle verifiche sportive o delle ricognizioni, a seconda di quale viene prima: da quel momento il navigatore è già in servizio. Nelle ricognizioni l’equipaggio percorre le prove speciali con un’auto di serie, a velocità da codice della strada, e il navigatore scrive le note che il pilota gli detta, curva dopo curva, con il sistema di gradi che i due hanno scelto insieme. Come si fanno ricognizioni e note, passaggio per passaggio, lo abbiamo raccontato in preparazione rally: ricognizioni e note; qui ci interessa chi tiene la penna.
Di quelle note il navigatore è proprietario e responsabile. Le scrive, le ricopia in pulito, le rilegge la sera, le corregge dopo il secondo passaggio, segna dove il pilota ha detto «qui non sono sicuro». Un pilota che al via non si fida delle proprie note alza il piede; un navigatore che le ha curate bene gli regala decimi che nessun assetto può dare.
Il secondo documento è il road book rally, il libro di strada consegnato dall’organizzatore: la sequenza dei trasferimenti, dei controlli orari, dei parchi assistenza e delle prove, disegnata con i classici schemi a «tulipano» e le distanze parziali e totali. Il navigatore lo studia prima della gara, lo annota, ci scrive sopra gli orari della tabella di marcia e durante la corsa lo usa per portare l’auto al posto giusto al minuto giusto. Nei trasferimenti la velocità media è fissata dall’organizzatore sotto i 50 km/h ed è scritta nel road book: chi arriva al controllo prima del proprio minuto prende penalità come chi arriva dopo.
Resta la carta. Iscrizione, verifiche sportive, passaporto tecnico, comunicati della direzione gara da leggere e firmare per presa visione, orari di apertura del parco assistenza: tutto passa dalle mani del navigatore. Il pilota deve pensare a guidare; il navigatore deve pensare a tutto il resto, e «tutto il resto» in un rally è un mestiere intero.

Cosa fa in prova speciale: leggere le note al ritmo giusto
In prova speciale il navigatore rally legge le note, e sembra poco. Non lo è. Le note vanno lette con l’anticipo che serve al pilota per preparare la curva, non un metro prima né tre curve dopo: troppo presto e il pilota si confonde fra quello che vede e quello che sente, troppo tardi e si trova la curva addosso con la nota in ritardo. Il ritmo si costruisce in ricognizione e si affina gara dopo gara, ed è la cosa più difficile da insegnare a chi comincia.
Il navigatore legge senza guardare la strada, o quasi. Tiene il segno con il dito, controlla il contachilometri parziale per non perdere la posizione, ascolta il motore per capire se il pilota è dove le note dicono. Quando qualcosa non torna, ha una sola frase a disposizione: quale nota vale adesso. Un buon navigatore non commenta la guida, non incoraggia, non urla: legge, con voce ferma e volume costante nell’interfono, anche quando l’auto atterra storta da un salto.
La dotazione è quella del pilota: casco omologato con interfono, sistema di ritenuta della testa, tuta e sottotuta ignifughi, sedile e cinture omologati. Il navigatore non guida, ma nell’incidente è nella stessa scocca, e il regolamento non gli concede sconti. Come si scelgono sedile e cinture lo trovi in sedile racing e cinture.
Nei trasferimenti: tabella di marcia, controlli orari e il cronometro in testa
Fra una prova e l’altra il navigatore cambia mestiere e diventa il direttore d’orchestra del tempo. La tabella di marcia dice a che ora l’equipaggio deve timbrare a ogni controllo orario, e il minuto conta: l’anticipo si paga come il ritardo. Il navigatore calcola quando entrare nella zona di controllo, decide se fermarsi cento metri prima del cartello ad aspettare il minuto giusto, gestisce il tempo nel parco assistenza mentre i meccanici lavorano e ricorda al pilota che il caffè può aspettare, il controllo no.
Tiene anche il registro di bordo: gomme montate e pressioni, consumi, cosa è cambiato in assetto, cosa ha detto il pilota all’arrivo della prova. Alla fine della giornata quel quaderno vale quanto le note: è la memoria dell’equipaggio, quella che l’adrenalina cancella al pilota nel giro di dieci minuti.
Quale licenza serve al navigatore rally
Alla domanda «quale licenza navigatore rally serve» il regolamento risponde in modo che sorprende chi pensa che al copilota basti una tessera ridotta. Per le Norme Generali Rally 2026 il navigatore rally è un conduttore, e come tale deve avere la licenza ACI Sport di conduttore ammessa per quel rally: le licenze nazionali o internazionali C e D «Circuit/Road», le stesse del pilota. Con la D si sale su vetture dei gruppi da RCN3 a RCN6, con la C anche sulle RCN1, RCN2 e RGT. Il grado, come per il pilota, dipende dall’auto.
La prima licenza si prende come per chi guida: corso teorico di prima licenza organizzato dagli Automobile Club provinciali, poi domanda all’ufficio sportivo dell’AC con patente B, documento d’identità, tessera ACI dove prevista, certificato medico di idoneità all’attività sportiva agonistica e ricevuta della tassa. L’elenco ufficiale è nella pagina Come ottenere una licenza di ACI Sport, e il tariffario va letto ogni anno nella pagina «Costi licenze», non su un blog. Il percorso completo, budget compreso, è in come si diventa pilota di rally: per chi si siede a destra l’iter è identico.
Le differenze vere sono due, e stanno scritte nero su bianco. La prima riguarda le abilitazioni: per condurre vetture come Rally2/R5, Super 2000, WRC o quelle del gruppo Rally3 serve un test di abilitazione presso la Scuola Federale ACI, ma il navigatore che non ne ha i requisiti è esonerato firmando a ogni gara una «dichiarazione di verità» con cui si impegna a non condurre la vettura in nessuna fase, prove speciali e trasferimenti compresi. La seconda è una curiosità che vale la pena conoscere: nel regolamento esiste una licenza speciale chiamata proprio «navigatore», ma è riservata ai secondi conduttori con disabilità e non è titolo per guidare. Per tutti gli altri, la licenza del navigatore è la licenza del pilota.
Rally Factor Driving School è Centro Tecnico Federale ACI Sport e affianca gli allievi nel percorso verso la licenza, le abilitazioni e i passaggi di grado: vale per chi vuole guidare e per chi, da navigatore, prima o poi vorrà provare a farlo.
Come si diventa navigatore rally: il percorso realistico
Nessuno nasce navigatore rally, e quasi nessuno lo diventa leggendo. Il percorso che funziona ha quattro tappe. La prima: capire come si guida un’auto da rally, perché non puoi dettare il ritmo di una curva se non sai cosa succede al pilota dentro quella curva. La seconda: prendere la licenza, con il corso di prima licenza e i documenti visti sopra. La terza: trovare un pilota, che è la parte che spaventa tutti ed è la più semplice, perché i piloti alle prime gare cercano navigatori quanto i navigatori cercano piloti. La quarta: fare la prima gara con l’obiettivo di arrivare in fondo con la tabella di marcia pulita, non con quello di dettare il tempo.
Sulla prima tappa vale la pena essere onesti: un navigatore che non ha mai sentito un’auto perdere aderenza sotto di sé legge le note come chi legge una lingua straniera con la pronuncia giusta e il senso sbagliato. Un corso di rally serve a questo anche a chi non guiderà mai in gara: in una giornata su asfalto, con vetture stradali opportunamente preparate, capisci cosa vuol dire trasferimento di carico, perché una curva «stringe» e cosa chiede il pilota quando dice «apre». Il corso base Rally+Drift si fa senza licenza e senza casco, in area privata, e alla fine sai cosa stai descrivendo.
Chi vuole andare oltre trova nel Rally Avanzato e nel Rally Esperto il livello a cui si comincia a fare sul serio: più giri, vetture di derivazione rallistica opportunamente preparate, un lavoro sul ritmo che al navigatore serve quanto al pilota. Tutti i livelli sono nella pagina dei corsi di guida sportiva, e per chi vuole capire cosa distingue i tre corsi c’è quale corso rally scegliere.
Cosa deve saper fare un buon copilota rally
Il copilota rally che i piloti si contendono ha quattro qualità, e nessuna è la voce bella. La prima è la calma: il tono non cambia fra la curva facile e il salto cieco, perché il pilota ascolta il tono prima delle parole. La seconda è l’ordine: note in pulito, road book annotato, orari controllati due volte, documenti in una cartellina e non nel cruscotto. La terza è lo stomaco: leggere a testa bassa su uno sterrato in salita è una prova fisica, e chi soffre il mal d’auto lo scopre alla prima prova speciale, non alla decima. La quarta è la memoria del ritmo, che si allena in un modo solo: facendo chilometri con lo stesso pilota.
Il resto è tecnica, e si impara. Sapere come si comporta un’auto a trazione anteriore, posteriore o integrale quando perde aderenza, come cambia la frenata sul bagnato, cosa fa un differenziale: non per guidare, ma per capire cosa sta per succedere quando il pilota dice «qui mi ha stretto». Le basi si trovano in com’è fatta un’auto da rally e in rally su sterrato, e si mettono a fuoco con le mani sul volante.
Vuoi metterlo davvero in pratica?
Il videocorso di guida sicura e sportiva di Rally Factor ti insegna le tecniche di questo articolo — e molte altre — con lezioni video che segui quando vuoi, comodamente da casa. Guarda gratis una lezione completa, senza registrarti.
Scopri il videocorso →Dal sedile destro a quello sinistro: se poi vuoi guidare tu
Succede a molti navigatori, di solito attorno alla terza stagione: le note le sai scrivere, le gare le conosci, e cominci a chiederti come sarebbe dall’altra parte. Il regolamento non te lo vieta: sei già un conduttore. Ti servono la licenza del grado giusto per l’auto, l’eventuale abilitazione e soprattutto le mani. Il percorso individuale Pilota su Misura nasce per questo passaggio: un istruttore, una vettura, la telemetria e un programma costruito su quello che ti manca, non su quello che sai già.
Sul lato dei costi il navigatore ha un vantaggio che il pilota non ha: ha visto i conti dall’interno. Sa che il noleggio di un’auto da rally per una gara parte da circa 3.000 euro per una N2 o una Rally5 e sale a 3.500-7.000 euro per una Rally4, e sa che quel conto in molti equipaggi si divide in due. Chi arriva al sedile sinistro da quello destro di solito sbaglia meno, spende meglio e non compra l’auto alla prima stagione, che resta l’errore più costoso di tutti, come spiegato in rally per principianti.
Gli errori tipici del navigatore rally alle prime armi
Leggere troppo. Il navigatore principiante riempie le note di aggettivi e il pilota non sente più la curva. Le note buone sono corte, e la parola in più è quella che ti fa arrivare in ritardo sulla successiva.
Guardare la strada. È istintivo ed è sbagliato: l’occhio sulla strada fa perdere il segno, e il segno perso in prova speciale diventa una nota sbagliata, che è l’unica cosa peggiore del silenzio.
Fidarsi della memoria per gli orari. La tabella di marcia si legge, non si ricorda. Un minuto di anticipo a un controllo orario è una penalità esattamente come un minuto di ritardo, e si prende con la stessa faccia stupita.
Commentare la guida. Il navigatore che dice «piano» o «vai» non sta facendo il navigatore: sta facendo l’istruttore, senza esserlo. Il pilota ha bisogno delle note, non di un’opinione.
Presentarsi senza aver mai guidato forte. È l’errore che si vede meno e pesa di più: chi non ha mai sentito la coda partire non sa cosa sta descrivendo. Si rimedia in una giornata di corso, e il pilota se ne accorge alla prima prova speciale.
Il navigatore rally è il modo più economico, più rapido e più formativo di entrare in una gara vera: stessa licenza del pilota, stessa adrenalina, una vista privilegiata su tutto quello che serve sapere prima di guidare e, spesso, metà del conto. Chi comincia da destra e vuole capire cosa succede a sinistra trova in un corso di rally il primo passo e nella pagina dei corsi di guida sportiva tutti i livelli successivi; per chi vuole solo capire la sbandata a trazione posteriore che le note chiamano «coda», c’è anche il corso drift.
Una cosa la puoi fare stasera, prima di cercare un pilota: il videocorso di guida sicura e sportiva ha una lezione sulle «Tecniche guida rallystica», una su «Traiettorie e punti di corda» e una sulle «Perdite di aderenza»: sono esattamente le cose che le note descrivono. Non sostituisce la pratica, e nemmeno una ricognizione fatta bene; ti fa arrivare al primo briefing sapendo di cosa parla il pilota.
💬 Un consiglio sul corso giusto? Scrivimi su WhatsApp
Domande frequenti sul navigatore rally
Cosa fa il navigatore rally?
Scrive e legge le note delle prove speciali, gestisce road book, tabella di marcia e controlli orari nei trasferimenti, cura la burocrazia di gara e tiene il registro di bordo dell’equipaggio. In prova speciale detta al pilota, con l’anticipo giusto, ogni curva e ogni pericolo.
Che differenza c’è fra navigatore e copilota rally?
Nessuna: sono due nomi della stessa figura. In Italia si dice più spesso navigatore, in inglese co-driver; le Norme Generali Rally di ACI Sport lo chiamano «secondo conduttore».
Quale licenza serve per fare il navigatore rally?
La stessa licenza di conduttore ACI Sport richiesta al pilota per quel rally: nazionale o internazionale, di grado C o D «Circuit/Road», scelta in base alla vettura. Non esiste una licenza ridotta per chi legge le note.
Il navigatore deve superare il test di abilitazione per le auto più potenti?
No, se non guida: il secondo conduttore senza i requisiti è esonerato firmando a ogni gara una «dichiarazione di verità» con cui si impegna a non condurre la vettura in nessuna fase, prove speciali e trasferimenti compresi.
Serve la patente per fare il navigatore rally?
Sì. Il regolamento chiede a entrambi i conduttori licenza e patente di guida in corso di validità, perché il secondo conduttore può alternarsi alla guida e i trasferimenti si svolgono su strada aperta al traffico.
Come si diventa navigatore rally partendo da zero?
Si impara cosa fa un’auto da rally con un corso di guida su asfalto; si frequenta il corso di prima licenza dell’Automobile Club provinciale e si richiede la licenza; si cerca un pilota alle prime gare; si debutta puntando ad arrivare in fondo con la tabella di marcia pulita.
Il navigatore ha la stessa dotazione di sicurezza del pilota?
Sì: casco omologato con interfono, sistema di ritenuta della testa, tuta e sottotuta ignifughi, sedile e cinture omologati. Il regolamento non prevede una dotazione ridotta per chi occupa il sedile destro.
Un corso di rally serve anche a chi vuole fare il navigatore?
Sì, ed è il passo che molti saltano: capire trasferimento di carico e perdita di aderenza con le mani sul volante rende le note più precise e il ritmo di lettura più giusto. Il corso base si fa senza licenza e senza casco, su asfalto, con vetture stradali opportunamente preparate.




