E se non capisci la differenza, continuerai a uscire largo per sempre.
C’è un suono che ogni appassionato di guida sportiva conosce bene. Lo riconosce immediatamente, lo trova irresistibile, lo associa istintivamente all’idea di velocità e controllo.
È il motore che sale di giri in uscita di curva.
Bello. Soddisfacente. Adrenalinico.
E quasi sempre — se arriva nel momento sbagliato — il suono di qualcuno che sta commettendo un errore.
Perché rimettere il gas in curva non è un gesto di coraggio. Non è una dichiarazione di intenzioni aggressive nei confronti del cronometro. Non è la prova che state spingendo al limite.
È geometria applicata. È fisica rispettata. È una scelta tecnica precisa che ha un momento corretto e un momento sbagliato — e la differenza tra i due non si misura in sensazioni, si misura in traiettoria, in tempo sul giro, e in quella fastidiosa tendenza ad uscire larghi che affligge chi rimette il gas troppo presto convinto di essere coraggioso.
La curva ha una struttura. Rispettatela.
Prima di parlare di gas, parliamo di curva. Non come concetto astratto — come struttura fisica con tre fasi distinte che richiedono tre approcci distinti.
Ingresso. Dal punto di frenata all’inizio della sterzata. La macchina decelera, il carico si trasferisce in avanti, le gomme anteriori si caricano. In questa fase il gas non esiste. Non ancora.
Percorrenza. Dall’inizio della sterzata all’apex. La macchina è in rotazione, la velocità è al minimo del giro, l’equilibrio è delicato. Il gas è ancora assente, o presente in quantità minima e strettamente controllata.
Uscita. Dall’apex in poi, quando la macchina è orientata verso l’esterno della curva e il volante inizia a raddrizzarsi. Qui il gas entra. Progressivamente, con pazienza, in modo proporzionale all’angolo di sterzo che state scaricando.
Tre fasi. Gas solo nella terza. Fine.
Cosa succede quando il gas arriva troppo presto
Quando rimettete il gas, il motore genera coppia alle ruote posteriori. Questa coppia produce un trasferimento di carico longitudinale verso il retrotreno — il posteriore si abbassa, l’anteriore si alleggerisce.
Se questo accade mentre siete ancora in rotazione — mentre le ruote anteriori stanno ancora lavorando per far girare la macchina — state alleggerendo esattamente le gomme che hanno bisogno di carico per mantenere la traiettoria. Le ruote anteriori, già impegnate a generare forza laterale, si trovano improvvisamente con meno peso sopra.
Risultato: perdono grip. La macchina va dritta invece di seguire la curva. Uscite larghi.
Lo chiamate sottosterzo. In realtà è gas anticipato travestito da problema meccanico.
Il punto di gas: dove e perché
Il momento corretto per rimettere il gas ha un nome tecnico — power point o punto di accelerazione — e una definizione precisa: è il momento in cui la macchina è sufficientemente orientata verso l’uscita da poter convertire la coppia del motore in velocità longitudinale invece di sprecarla in allargamento della traiettoria.
In pratica: è quando il volante inizia a raddrizzarsi, non quando pensate che la curva stia finendo.
Il criterio corretto non è visivo. È propriocettivo — sentite il volante che si alleggerisce, che cerca il centro, che smette di richiedere sforzo laterale. In quel momento, e non prima, il gas può salire.
Progressivo non significa lento
Gas progressivo non significa gas timido.
Significa gas proporzionale all’angolo di sterzo residuo. Significa una relazione quasi matematica: più volante ancora impegnato, meno gas; meno volante impegnato, più gas. Quando il volante è dritto, il gas può essere pieno — sempre nei limiti di quello che la trazione permette, ma senza esitazione.
Un pilota veloce in uscita di curva non è quello che rimette il gas più tardi. È quello che lo rimette nel momento corretto e poi lo apre con decisione, sfruttando ogni metro di asfalto disponibile per costruire velocità verso il rettilineo successivo.
La timidezza sul gas in uscita è quasi altrettanto dannosa dell’anticipazione. Costa decimi, costa velocità di punta sul rettilineo, costa tempo sul giro.
L’esercizio che spiega tutto
Prendete una curva che conoscete bene. Nel giro successivo, con tutta la concentrazione disponibile, aspettate deliberatamente a rimettere il gas un secondo in più rispetto a quello che vi sembra corretto. Non mezzo secondo. Un secondo intero.
Quasi certamente la macchina uscirà dalla curva in modo più pulito, più controllato, con meno correzioni necessarie. Forse con una velocità di uscita sorprendentemente alta, nonostante abbiate aspettato di più.
Questo vi dirà due cose.
Primo: stavate rimettendo il gas troppo presto.
Secondo: la velocità in uscita non dipende da quando rimettete il gas. Dipende da quanta velocità la traiettoria corretta vi permette di portare attraverso la curva. Gas anticipato non produce velocità — produce allargamento.
La cosa che il cronometro sa e voi no
La maggior parte del tempo perso in curva non si perde in ingresso. Si perde in uscita. Non nella frenata, non nell’inserimento, non nell’apex. Nell’uscita.
Gas anticipato, ripetuto curva dopo curva, stint dopo stint, moltiplicato per ogni curva del circuito.
I decimi si accumulano in secondi. I secondi si accumulano in qualcosa che il cronometro registra con la sua consueta mancanza di tatto.
Non è una questione di coraggio. Non è mai stata una questione di coraggio.
È geometria. È sempre stata geometria.
– Giuseppe Piccioni –
Istruttore ACI Sport
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