Il sorpasso sicuro richiede visibilità, spazio e decisione. Rally Factor.
C’è una specie che, purtroppo, non è in via d’estinzione. Anzi: ogni luglio si riproduce in massa e migra compatta verso il mare. È il vacanziero, colui che prende la macchina una volta al mese e si ritrova a guidare in autostrada una volta l’anno — rigorosamente insieme a migliaia di esemplari della sua stessa specie.
Questo articolo è, insieme, un documentario naturalistico e una guida di sopravvivenza: perché guidare in autostrada d’estate significa attraversare il suo habitat. E perché, diciamocelo, nessuno di noi è del tutto immune dal diventarlo.
Identikit del vacanziero
Il vacanziero non è cattivo. È semplicemente fuori dal suo habitat: 358 giorni l’anno percorre il tragitto casa-ufficio-parcheggio sotterraneo, dove l’unica curva impegnativa è quella della rampa del garage. Poi, ad agosto, decide che guidare in autostrada per 700 chilometri con auto carica, caldo africano e zero allenamento sia un’attività come un’altra.
Il risultato? Gli errori in autostrada che vedremo tra poco. Infatti, quando si tratta di guidare in autostrada, il problema non è quasi mai la cattiveria: è l’assenza totale di abitudine a velocità, distanze e specchietti. In città vai a 50 e freni ogni 30 metri; di conseguenza il cervello del vacanziero valuta spazi e velocità con il righello sbagliato.
L’immissione a 40 all’ora: la rampa non è un consiglio
Prima scena del documentario: la corsia d’accelerazione. Il nome contiene già le istruzioni — corsia d’accelerazione — eppure il vacanziero la percorre a 40 all’ora, convinto che immettersi in autostrada alla velocità di un tapis roulant sia prudenza. Non lo è: è un attentato.
Tuttavia la fisica è chiara: immettersi con una differenza di 60-70 km/h rispetto al flusso costringe chi arriva a frenate brusche o cambi di corsia improvvisi. Perciò, per guidare in autostrada come si deve, la regola è una sola: si usa TUTTA la rampa per portarsi alla velocità del traffico, si guarda lo specchietto (e l’angolo cieco), e ci si inserisce nello spazio giusto. La precedenza è di chi sopraggiunge, ma la fluidità è responsabilità di chi entra.
Prima corsia a 60: l’incubo dei TIR
Eccolo lì: placido, in prima corsia a 60 km/h, mentre dietro un autotreno da 44 tonnellate lanciato a 90 deve decidere se rallentare tutta la sua marcia o uscire in sorpasso. Il vacanziero, beato, non lo vede nemmeno: lo specchietto retrovisore per lui è un portaoggetti per il deodorante ad alberello.
Chiariamo un mito: in Italia non esiste una velocità minima in autostrada valida ovunque (salvo dove segnalata). Però esiste l’articolo 141 del Codice della Strada: la velocità non deve mai costituire intralcio alla circolazione. In altre parole, guidare in autostrada a 60 senza motivo non è prudenza: è un ostacolo mobile, ed è pure sanzionabile.
Il campeggiatore della corsia centrale
Poi c’è il suo cugino evoluto: quello che a 85 km/h pianta la tenda in corsia centrale — un po’ come fa tutto l’anno, del resto — con la prima corsia deserta a perdita d’occhio. Per lui la corsia centrale è “quella comoda”: né troppo a destra da sembrare lento, né troppo a sinistra da doversi impegnare.
Peccato che l’articolo 143 del Codice parli chiaro: si tiene la corsia più a destra libera, sempre. Di conseguenza il campeggiatore costringe tutti a un doppio cambio di corsia per superarlo, moltiplicando i rischi. Guidare in autostrada bene significa soprattutto questo: stare a destra, sorpassare a sinistra, tornare a destra. Fine del corso di urbanistica.
Sorpassi e distanze: l’arte di tagliare la strada
Abituato a valutare le distanze tra un semaforo e l’altro, il vacanziero applica il metro cittadino anche quando deve guidare in autostrada a 130 km/h. Perciò esce in sorpasso quando ormai gli sei addosso, convinto che tu stia arrivando “piano”: non ha gli strumenti per capire che a quella velocità percorri 36 metri al secondo.
Il rimedio esiste e lo abbiamo già scritto: leggetevi la guida al sorpasso sicuro e quella sulla distanza di sicurezza e la regola dei 3 secondi. Inoltre, specchietto e freccia PRIMA di spostarsi: non è pignoleria, è la differenza tra un sorpasso e un incidente.
La grande frenata: da 120 a 80 per una curva
Momento epico del safari: la curva autostradale. Raggio ampio, progettata per essere percorsa tranquillamente alla velocità di codice, eppure il vacanziero la affronta come fosse il Tornante del Diavolo: frenata da 120 a 80, mani strette sul volante, coda di auto dietro che si allunga come una fisarmonica.
Il motivo è sempre lo stesso: l’unica curva che affronta durante l’anno è quella del parcheggio sotterraneo, e la prende pure male. Infatti chi non conosce la traiettoria e la linea ideale percepisce qualsiasi piega come una minaccia. La buona notizia? Anche guidare in autostrada si impara, e pure in fretta.
La piazzola col cofano aperto
Ultima tappa: la piazzola di sosta, dove il vacanziero medita davanti al cofano aperto come davanti a un oracolo. La parola “manutenzione” gli è nota quanto il sanscrito: l’olio non l’ha mai controllato, il liquido di raffreddamento nemmeno, e la pressione delle gomme è quella del giorno dell’immatricolazione.
Eppure guidare in autostrada d’estate, a pieno carico e con 35 gradi, è lo stress test perfetto per un’auto trascurata. Quindi: livelli, gomme e freni si controllano PRIMA di partire. La piazzola è per le emergenze, non per le diagnosi di routine.
Come NON essere un vacanziero
La parte scomoda di questo articolo è che il vacanziero, almeno un po’, vive in ciascuno di noi: guidare in autostrada è un’abilità, e le abilità arrugginiscono. La differenza tra chi guida e chi viene semplicemente trasportato dalla propria auto è tutta lì: allenamento, consapevolezza, umiltà.
Perciò i consigli seri: pianificate le pause (il colpo di sonno non avvisa), controllate l’auto prima di partire, tenete la destra, usate la rampa per accelerare e gli specchietti per guardare. E soprattutto: se guidate poco, investite in formazione. Un giorno in pista con un istruttore vale più di dieci anni di tragitti casa-ufficio.
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Domande frequenti su come guidare in autostrada
Esiste una velocità minima in autostrada?
Non esiste un minimo generale, salvo dove indicato dai cartelli (numero bianco su fondo blu). Tuttavia l’art. 141 CdS vieta di circolare così piano da intralciare il flusso: la lentezza ingiustificata è sanzionabile.
Posso viaggiare stabilmente in corsia centrale?
No. L’art. 143 CdS impone di occupare la corsia libera più a destra; la centrale e la terza servono solo per il sorpasso. Il “campeggio” in corsia centrale è un’infrazione, oltre che un classico degli errori in autostrada.
Come ci si immette correttamente in autostrada?
Usando tutta la corsia d’accelerazione per raggiungere la velocità del flusso, controllando specchietti e angolo cieco, e inserendosi in uno spazio adeguato. Immettersi in autostrada a 40 all’ora è pericoloso quanto entrare troppo veloci.
Ogni quanto conviene fermarsi in un viaggio lungo?
Indicativamente ogni 2 ore, o prima ai primi segnali di stanchezza. Caldo, digestione e monotonia sono gli ingredienti perfetti del colpo di sonno.
Cosa controllare sull’auto prima di partire per le vacanze?
Almeno: pressione e stato delle gomme (a pieno carico serve una pressione maggiore, indicata nel libretto), livelli di olio e refrigerante, tergicristalli e freni. Dieci minuti che valgono un viaggio intero.
Un TIR mi lampeggia da dietro: che significa?
Che state ostacolando la sua marcia, probabilmente viaggiando sotto la sua velocità in prima corsia o rientrando troppo presto. Mantenete la calma, la traiettoria e, appena possibile, lasciate strada senza frenate brusche.
Guido poco: un corso di guida serve davvero?
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