Una gara di drift è l’unica competizione automobilistica in cui il cronometro sta lì per bellezza. Il regolamento di settore ACI Sport lo mette nero su bianco: il tempo impiegato per percorrere il tracciato non può essere preso in alcuna considerazione ai fini della classifica. Vince chi controlla meglio la vettura in sovrasterzo, e a stabilirlo sono degli esseri umani seduti a bordo pista con cento punti da distribuire.
Il che apre la domanda che si fanno tutti la prima volta che guardano una gara di drift dal vivo: in base a cosa, esattamente? Perché quella run ha preso un punteggio pieno e quell’altra, che dalla tribuna sembrava identica, è finita a metà classifica? La risposta esiste, è scritta in un regolamento pubblico, ed è molto meno soggettiva di quanto sembri.
In questo articolo
- Nella gara di drift il cronometro non conta
- I quattro criteri di una gara di drift: angolo, linea, stile, velocità
- Angolo: non è quanto giri il volante
- Linea: i clipping point decidono la run
- Stile e velocità: le due voci che sembrano soggettive
- Solo run e twin drift: come si svolge una gara di drift
- Categorie e vetture: dalla Street Legal alla Racing Pro
- Licenze e abilitazioni: qui entra il Centro Tecnico Federale
- Da dove si comincia davvero
Nella gara di drift il cronometro non conta
Il drifting, nella definizione federale, è una prova di abilità o di esibizione automobilistica. Non si misura quanto ci metti: si misura l’abilità con cui controlli la vettura in sovrasterzo applicando una serie di specifiche tecniche di guida.
Il tracciato è fatto di una o più curve raccordate fra loro, eventualmente collegate da rettilinei che non possono superare i 200 metri ciascuno. Va percorso tenendo l’asse longitudinale della vettura non allineato alla traiettoria ottimale. Detto in italiano: se l’auto è dritta, non stai gareggiando.
Il regolamento arriva a definire cosa sia una curva, e lo fa con un numero: ogni cambio di direzione dell’asse del tracciato superiore a 15 gradi sessagesimali. La larghezza minima del percorso è di 7 metri per le gare in singolo e di 8 per quelle a coppie, e tutto il tracciato deve essere agevolmente visibile dalla postazione della giuria. Non è un dettaglio burocratico: se i giudici non vedono, non giudicano.
I quattro criteri di una gara di drift: angolo, linea, stile, velocità
In una gara di drift la qualità delle prestazioni viene valutata sulla base di quattro criteri, per un totale massimo di 100 punti: angolo, linea, stile e velocità. L’ultimo entra in gioco solo quando è possibile usare un metodo preciso di misurazione, il che nella pratica lo rende il più raro dei quattro.
A esprimere il voto è una giuria composta da un Giudice Unico oppure da tre giudici, tutti titolari di licenza ACI. A ogni manifestazione è presente un Giudice Unico con licenza di Ufficiale di Gara, che coordina la giuria e controlla il rispetto delle norme. Il giudizio di qualità che ne esce è inappellabile: non esiste il ricorso contro un punteggio di stile.
C’è un passaggio che conviene leggere prima di iscriversi a qualunque prova: i criteri valutativi devono essere descritti esaurientemente nel Regolamento Particolare di Gara della singola manifestazione. Il regolamento di settore dà la cornice, il singolo evento la riempie. Chi arriva senza aver letto il secondo documento sta gareggiando a metà.

Angolo: non è quanto giri il volante
La voce «angolo» è quella che il pubblico crede di capire meglio e che invece viene fraintesa quasi sempre. Il regolamento non parla solo di ampiezza: parla della dimensione dell’angolo e della stabilità con cui la vettura si avvicina alle curve, più la tempistica e la stabilità del movimento drift consecutivo.
Sono tre cose in una. L’ampiezza, il momento in cui la ottieni, e la capacità di non perderla passando da una curva all’altra. Un angolo spettacolare tenuto per mezzo secondo e poi raddrizzato vale meno di un angolo più contenuto che rimane identico per tutta la sequenza.
Questo spiega perché in un percorso serio per imparare a driftare si lavora per ore su transizioni che dal ciglio pista sembrano noiose. La spettacolarità è una conseguenza del controllo, non un obiettivo separato. Chi insegue l’angolo massimo dal primo giro produce quello che i giudici archiviano come una run instabile.
Linea: i clipping point decidono la run
La linea è definita come il massimo avvicinamento ai punti designati — i clipping point e le clipping zone — mantenendo la postura di drift. Sono riferimenti stabiliti dall’organizzatore, comunicati prima della prova, e passarci a un metro invece che a dieci centimetri costa punti anche con un angolo perfetto.
Qui sta il cortocircuito che manda in crisi i principianti: angolo e linea si contendono la stessa vettura. Aumentare l’uno tende a spostare l’altra. Il pilota che prende punteggi alti non massimizza né l’uno né l’altra, sceglie il compromesso che regge fino all’ultimo riferimento del tracciato.
È lo stesso ragionamento che governa la guida in pista, dove si sacrifica una curva per guadagnare nella successiva. Cambia l’unità di misura — punti invece di secondi — ma la logica della sequenza è identica, e si impara in un solo modo: con qualcuno accanto che vede dove stai perdendo.
Stile e velocità: le due voci che sembrano soggettive
Lo stile, dice il regolamento, è la combinazione di due componenti: le applicazioni, cioè il movimento in avanti della vettura, e la fluidità, cioè il movimento della vettura sul proprio asse. Non è «quanto sei bello da vedere»: è quanto sono coerenti fra loro l’avanzamento e la rotazione.
La velocità, quando misurabile, premia la media costante tenuta durante la run. Costante è la parola che conta. Una run con un picco altissimo e due rallentamenti vale meno di una run monotona a velocità piena, che è esattamente il contrario di quello che l’istinto suggerisce.
Il punteggio, sia nella fase di qualificazione sia in gara, si basa sul giudizio dei giudici, che possono usare tutti gli aiuti visivi ed elettronici a loro disposizione. Le telecamere ci sono. L’idea che «tanto non si accorgono» non ha mai retto un weekend.
Solo run e twin drift: come si svolge una gara di drift
La qualificazione di una gara di drift si corre in solo run, una vettura per volta. Sul percorso è ammessa una sola vettura anche per le categorie Street Legal e Street Open, e durante l’esibizione di drift attack riservata alle Racing pro e pro 2.
Il twin drift — due vetture insieme — è consentito soltanto su tracciati appositamente autorizzati e omologati, e solo per le categorie Racing. Con tre vetture si parla di triple drift, con gli stessi vincoli. Il numero di esibizioni obbligatorie per ciascun concorrente è indicato nel regolamento del singolo evento.
Esiste anche una variante su strada di montagna, il touge, che si corre in salita su tracciati omologati da ACI Sport con prove libere, qualificazione in solo run e finali a coppie. Dove i giudici non riescono a vedere tutto il percorso, l’organizzatore mette degli spotter in comunicazione diretta con loro.
Categorie e vetture: dalla Street Legal alla Racing Pro
Prima regola di ogni gara di drift, e taglia fuori più gente di quanto si creda: sono ammesse le sole vetture a trazione posteriore, o modificate tali, derivate dalla produzione e con numero di telaio originale visibile. Non esiste una gara di drift per trazioni anteriori, e la questione di quali macchine da drift abbiano senso parte tutta da lì.
Le Street Legal sono vetture conformi al Codice della Strada, chiuse — niente spider né cabriolet — con le ruote e i pneumatici indicati sulla carta di circolazione. Non serve il roll bar, non serve il passaporto tecnico, servono casco omologato e cinture allacciate. L’abbigliamento ignifugo è consigliato, il protossido è vietato.
Le Street Open aggiungono modifiche al motore, che deve però restare della stessa marca dell’auto. Le Racing pro e Racing pro 2 giocano un altro campionato: serve il passaporto tecnico ACI Sport in corso di validità, casco e abbigliamento omologati FIA, e il collare HANS è consigliato. Nella pro entra chi ha già almeno un piazzamento nella top 32 di una qualificazione o una stagione completa in pro 2.
Un punto che vale la pena conoscere prima di spendere in preparazione: Street Legal e Street Open corrono in Challenge dedicati e possono fregiarsi del titolo di vincitore del Challenge, ma non concorrono alla titolazione di Campione Italiano Drifting. Il tricolore passa dalle categorie Racing.
Licenze e abilitazioni: qui entra il Centro Tecnico Federale
Per correre servono le licenze nazionali o internazionali di concorrente e conduttore di grado C o D, Circuit/Road. Per le Street Legal e le Street Open bastano la Tessera ACI e la licenza ACI Nazionale Regolarità, oppure una licenza sportiva fra quelle ammesse.
C’è poi una soglia tecnica che sorprende parecchi: chi guida una vettura con rapporto peso/potenza inferiore a 2,5 kg/CV deve avere almeno la licenza Nazionale D Italia C/R e un’abilitazione da conseguire presso la Scuola Federale ACI Sport. L’abilitazione non serve al conduttore esperto che negli ultimi tre anni ha preso parte ad almeno tre gare di drift. Per i minorenni, dai 16 anni, la licenza nazionale C si ottiene tramite corso della Scuola Federale e si corre esclusivamente su impianti permanenti.
Rally Factor Driving School è Centro Tecnico Federale ACI Sport, e questa è la parte del percorso in cui la cosa serve davvero: affianchiamo gli allievi su licenze, abilitazioni e passaggi di licenza, che è il tratto burocratico dove si perde più tempo e dove si prendono le informazioni sbagliate al bar del paddock. Chi vuole la fonte di prima mano la trova sul sito ufficiale del Campionato Italiano Drifting.
Da dove si comincia davvero
Il salto non è dalla strada alla gara di drift. In mezzo c’è la parte che nessun regolamento può insegnarti: tenere l’angolo senza pensarci, sentire quando la vettura sta per chiudere, raccordare due curve senza raddrizzare. Sono i tre pilastri su cui i giudici assegnano i punti, e sono anche le tre cose che si imparano solo con un istruttore a bordo.
Il primo gradino è il Rally + Drift a 399 €, che si svolge a Villafranca di Verona e a Rieti, su asfalto e con vetture stradali preparate: non serve il casco e non serve un passato agonistico. Non è un corso per aspiranti campioni italiani — è il corso più proficuo per l’appassionato, quello che trasforma il sovrasterzo da incidente evitato in strumento. Il gradino successivo è il Drift Avanzato, a Villafranca di Verona, dove si lavora su transizioni e mantenimento. Chi vuole poi fare sul serio trova il Rally Esperto a 599 € e il percorso individuale Pilota su Misura, costruito sulla singola persona.
Il quadro completo dell’offerta sta nella pagina dei corsi di guida sportiva; se invece hai già chiaro che la tua strada è il traverso, il corso drift è il punto di partenza.
Domande frequenti sulle gare di drift
Come si vince una gara di drift?
Non con il tempo sul giro. Il regolamento ACI Sport stabilisce che il tempo impiegato per percorrere il tracciato non può essere preso in alcuna considerazione ai fini della classifica: la giuria assegna fino a 100 punti valutando angolo, linea, stile e velocità, e il suo giudizio di qualità è inappellabile.
Quali sono i criteri di giudizio di una gara di drift?
In una gara di drift i criteri sono quattro: angolo, linea, stile e velocità. La velocità entra nel punteggio solo quando è possibile misurarla con un metodo preciso. I criteri di valutazione devono essere descritti in modo esauriente nel Regolamento Particolare di Gara della singola manifestazione.
Serve la licenza per correre una gara di drift?
Sì. Servono le licenze nazionali o internazionali di concorrente e conduttore di grado C o D, Circuit/Road. Per le vetture Street Legal e Street Open è richiesta la Tessera ACI insieme alla licenza ACI Nazionale Regolarità o a una licenza sportiva equivalente.
Si può gareggiare nel drifting con un’auto a trazione anteriore?
No. Sono ammesse le sole vetture a trazione posteriore, o modificate tali, derivate dalla produzione e con numero di telaio originale visibile. Il Giudice Unico può inoltre non ammettere vetture che per ragioni di sicurezza o di immagine non siano ritenute adatte alla disciplina.
Che cos’è il twin drift?
È l’esibizione a coppie: due vetture affrontano insieme il tracciato ed è ammessa solo su percorsi appositamente autorizzati e omologati, per le categorie Racing pro e pro 2. Con tre vetture in pista si parla invece di triple drift.
Una Street Legal può vincere il Campionato Italiano Drifting?
No. Le vetture Street Legal e Street Open corrono in Challenge dedicati, che possono svolgersi anche in concomitanza con gare di titolazione superiore: i vincitori si fregiano del titolo di vincitore del Challenge, non di quello di Campione Italiano Drifting.
Serve il roll bar su una Street Legal?
No. Per le Street Legal non vige l’obbligo di roll bar né quello di esibire il passaporto tecnico, perché il loro regolamento tecnico coincide con quello che ne consente la normale circolazione. Restano obbligatori il casco omologato e le cinture allacciate.
Che differenza c’è tra una gara e un raduno drifting?
Il raduno ha scopi esclusivamente turistici e didattici, senza alcuna componente agonistica e senza classifiche: i partecipanti percorrono liberamente un tracciato comune. Servono patente, Tessera ACI o licenza di Regolarità anche giornaliera, casco omologato e cinture allacciate.
Non sai se il tuo punto di partenza è il Rally + Drift o il Drift Avanzato? La risposta dipende da quanto sei già a tuo agio col posteriore che scappa, e si capisce in due domande.
💬 Un consiglio sul corso giusto? Scrivimi su WhatsAppNon tutti sono pronti a salire su una vettura da drift domani mattina. La base teorica si può costruire prima, con una spesa minima: videolezioni consultabili e rivedibili a vita, che non sostituiscono la pratica ma la anticipano.
Scopri il videocorso →



