Il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 6 maggio 2026 destina 5 milioni di euro alla formazione autotrasporto per l’annualità 2026. Le domande si presentano dal 21 settembre al 30 ottobre 2026: quaranta giorni, con un termine perentorio. Chi guida un’impresa di trasporto merci per conto di terzi ha davanti una decisione con una data sopra. Può scegliere adesso quale formazione fare fra dicembre e giugno, con quale soggetto attuatore e con quale calendario, oppure lasciare passare l’edizione.
- Formazione autotrasporto 2026: che cosa finanzia il decreto
- Chi può chiedere gli incentivi alla formazione autotrasporto
- Quanto vale il contributo per la formazione autotrasporto
- Formazione autotrasporto 2026: le date che contano
- Guida sicura nel piano di formazione autotrasporto
- Dicembre 2026: quando una giornata conta due volte
- Calendario, presenze e tachigrafo
- Come si costruisce il piano con Rally Factor Driving School
- Chi tiene il corso
- Domande frequenti
Questo articolo mette in fila i punti del decreto che pesano davvero su una domanda, letti sul testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Spiega poi dove un corso di guida sicura trova posto dentro un piano di formazione autotrasporto. Rally Factor Driving School è una scuola di guida, non uno studio di consulenza. La domanda, il preventivo e la rendicontazione vanno costruiti con il consulente o con l’ente che segue i bandi per l’azienda.
Formazione autotrasporto 2026: che cosa finanzia il decreto
Il provvedimento è il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 6 maggio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 156 dell’8 luglio 2026. L’articolo 1 fissa le risorse in 5 milioni di euro. Definisce anche l’obiettivo della formazione autotrasporto finanziata: competenze adeguate «alla gestione d’impresa, alle nuove tecnologie, allo sviluppo della competitività ed all’innalzamento del livello di sicurezza stradale e di sicurezza sul lavoro».
La sicurezza stradale compare dunque fra le finalità dichiarate della misura, accanto alla gestione e alla tecnologia. Non è un dettaglio: è ciò che permette a un piano di formazione autotrasporto di includere un corso pratico di guida sicura senza forzature.
Il decreto esclude in modo esplicito due categorie. La prima sono i corsi «finalizzati all’accesso alla professione di autotrasportatore e all’acquisizione o al rinnovo di titoli richiesti obbligatoriamente» per esercitare una determinata attività. La seconda è la formazione «organizzata dalle imprese per conformarsi alla normativa nazionale obbligatoria», come prevede l’articolo 31, comma 2, del regolamento UE 651/2014. In pratica: la CQC, i rinnovi e gli aggiornamenti obbligatori restano fuori. Dentro ci sta la formazione volontaria, cioè quella che un’impresa sceglie di fare oltre l’obbligo.
Un terzo punto va letto prima di tutto il resto. Il contributo viene erogato «al termine della realizzazione del progetto formativo», dopo la rendicontazione dei costi con fatture quietanzate certificate da un revisore legale. L’impresa anticipa i costi e incassa dopo: chi pianifica la formazione autotrasporto con questo bando deve metterlo a bilancio così.
Chi può chiedere gli incentivi alla formazione autotrasporto
L’articolo 3 del decreto ammette alla formazione autotrasporto finanziata le imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi con sede principale o secondaria in Italia, iscritte al Registro elettronico nazionale previsto dal regolamento CE 1071/2009. Sono ammesse anche le imprese che lavorano esclusivamente con veicoli fino a 1,5 tonnellate di massa complessiva, purché iscritte all’Albo nazionale degli autotrasportatori. Possono partecipare anche i consorzi e le cooperative iscritti nella sezione speciale dell’Albo.
Le persone che possono essere formate sono titolari, soci, amministratori, dipendenti o addetti inquadrati nel contratto collettivo logistica, trasporto e spedizioni. Il decreto ammette anche la formazione dei dirigenti dipendenti nelle materie che disciplina. Per un’impresa che ha in strada furgoni e auto aziendali oltre ai mezzi pesanti, questo allarga la platea. La formazione autotrasporto finanziabile riguarda chi guida, non solo chi guida un camion.
Ogni impresa può presentare una sola domanda, anche se aderisce a un consorzio o a una cooperativa. In caso di doppia presentazione vale solo la prima in ordine di tempo. Sono escluse le imprese per le quali un controllo in loco nelle due edizioni precedenti («Formazione 15» e «Formazione 16») si è chiuso con esito negativo.
Quanto vale il contributo per la formazione autotrasporto
Il contributo massimo per impresa dipende dalla dimensione. L’articolo 3, comma 5, fissa quattro soglie:
| Impresa | Occupati | Contributo massimo |
|---|---|---|
| Microimpresa | meno di 10 | 15.000 € |
| Piccola impresa | meno di 50 | 50.000 € |
| Media impresa | meno di 250 | 100.000 € |
| Grande impresa | 250 o più | 150.000 € |
| Consorzi e forme associate | somma delle imprese partecipanti | fino a 300.000 € |
Il massimale non è la percentuale di copertura. Per l’intensità del contributo il decreto rimanda all’articolo 31 del regolamento UE 651/2014. L’aiuto «non supera il 50% dei costi ammissibili». Può salire di 10 punti per le medie imprese e di 20 per le piccole, fino a un massimo del 70%. Una piccola impresa, quindi, può vedersi riconosciuto fino al 70% dei costi ammissibili, entro il tetto dei 50.000 euro.
Il decreto fissa anche i massimali per il calcolo della formazione autotrasporto finanziabile. Trenta ore di formazione per ciascun autista e quaranta per ciascun impiegato. Docenza in aula fino a 120 euro l’ora, tutor fino a 30 euro l’ora, servizi di consulenza entro il 20% dei costi ammissibili. Le spese direttamente didattiche (docenti, tutor, trasferte, materiali, ammortamento delle attrezzature, consulenza) devono valere almeno il 50% dei costi ammissibili. Il costo del revisore legale è rendicontabile fra i servizi di consulenza e non concorre a questa soglia.
Formazione autotrasporto 2026: le date che contano
Il calendario degli incentivi alla formazione autotrasporto ha quattro scadenze, tutte scritte nel decreto:
- 21 settembre – 30 ottobre 2026: presentazione della domanda sulla piattaforma web di RAM Logistica Infrastrutture e Trasporti S.p.A., con firma digitale del legale rappresentante. Il termine è perentorio: le domande successive non vengono esaminate.
- 1° dicembre 2026: data a partire dalla quale l’attività formativa può essere avviata.
- 12 giugno 2027: termine entro cui i corsi devono concludersi.
- 26 luglio 2027: termine per la rendicontazione, a pena di decadenza dal beneficio.
Due elementi della domanda incidono sul modo in cui si sceglie la formazione autotrasporto da fare. Il primo è il soggetto attuatore, cioè chi eroga i corsi: va indicato in domanda e «non potrà in alcun caso essere modificato successivamente». Il secondo è il calendario, con materia, giorno, ora e sede di ogni lezione. Si compila nella piattaforma, e ogni modifica va comunicata online almeno tre giorni prima della data da cambiare, salvo forza maggiore documentata.
I costi di preparazione ed elaborazione del piano formativo sono ammessi anche se sostenuti prima di dicembre, purché successivi alla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. Le settimane fra settembre e ottobre, in cui si sceglie il fornitore e si scrive il programma, rientrano quindi nel perimetro.

Guida sicura nel piano di formazione autotrasporto: perché ci sta
Un corso di guida sicura risponde a tre condizioni del decreto insieme. È formazione volontaria: nessuna norma obbliga un’impresa di trasporto a far provare ai propri conducenti una frenata di emergenza su fondo bagnato. Punta alla sicurezza stradale e alla sicurezza sul lavoro, cioè a una delle finalità dell’articolo 1. Si rivolge a persone che rientrano nella platea: autisti, ma anche impiegati e commerciali che usano mezzi aziendali.
Il programma di guida sicura per un piano di formazione autotrasporto
Il programma che proponiamo per un piano di formazione autotrasporto copre gli stessi argomenti che il modello Inail OT23/2027 elenca per il corso teorico-pratico di guida sicura. Sono dieci: posizione di guida, uso dei comandi, traiettorie, sottosterzo e sovrasterzo, frenata e frenata di emergenza, manovra di emergenza per evitare un ostacolo, controllo della perdita di stabilità, guida in condizioni di ridotta aderenza, confronto con e senza le tecnologie di sicurezza del veicolo, trasferimenti di carico. Per chi guida un furgone carico il capitolo sui trasferimenti di carico non è teoria. È il motivo per cui in curva il mezzo si comporta in modo diverso da vuoto.
L’ammissibilità di ogni singolo piano la valutano il soggetto gestore e il Ministero in fase istruttoria, non il fornitore del corso. Il ruolo di Rally Factor Driving School è un altro: fornire un programma scritto con materie, ore e metodi, un calendario che regga e istruttori documentati con curriculum. A fine corso, presenze firmate e attestati nominativi. Chi scrive la domanda decide come inserirlo nel piano.
Un limite va detto con chiarezza: la giornata di guida sicura non sostituisce nessun obbligo. Non è la CQC, non è la formazione dell’articolo 37 del D.Lgs 81/2008, non è l’addestramento sul mezzo. È in aggiunta, ed è proprio per questo che rientra fra le attività finanziabili. Ne abbiamo scritto in dettaglio nell’articolo su formazione obbligatoria e guida sicura.
Dicembre 2026: quando una giornata conta due volte
C’è un incastro di date che vale la pena mettere sul tavolo del consulente. Nel modello Inail OT23/2027 il corso teorico-pratico di guida sicura per chi usa veicoli a motore durante il lavoro è l’intervento D-4, di tipo A. Da solo apre la domanda di riduzione del tasso medio di tariffa. Gli interventi dichiarati devono essere stati realizzati nell’anno precedente a quello della domanda, quindi nel 2026 per la domanda da presentare entro il 28 febbraio 2027. Il riferimento è l’istruzione operativa Inail del 24 luglio 2026 con il modello e la guida alla compilazione. Requisiti e documenti sono nell’articolo su OT23 2027 e corso di guida sicura.
Il bando di formazione autotrasporto, dall’altra parte, ammette corsi avviati dal 1° dicembre 2026. Una giornata di guida sicura svolta fra il 1° e il 31 dicembre 2026 cade quindi dentro entrambe le finestre. Sta nel periodo di attività del bando e nell’anno di riferimento dell’OT23/2027. La stessa giornata, spostata a gennaio, resta nel bando ma slitta di dodici mesi per l’Inail.
Questo non è un automatismo, ed è bene dirlo. Le due misure hanno regole, documenti e controlli diversi. Per il bando, se l’istruttoria rileva vizi, l’attività non può essere avviata finché la fase procedimentale non si chiude, e le giornate svolte prima non sono ammissibili. La compatibilità fra le due agevolazioni sul medesimo costo va verificata con il proprio consulente. Quello che il calendario dice è solo che dicembre è il mese che rende la domanda più utile.
Calendario, presenze e tachigrafo
L’articolo 5 del decreto riserva al Ministero la facoltà di verificare il corretto svolgimento dei corsi «anche attraverso l’eventuale verifica delle registrazioni delle apparecchiature tachigrafiche del personale viaggiante in formazione». La conseguenza è semplice. Un autista risultato alla guida nelle ore in cui il registro lo dà in aula mette in discussione quelle ore e il relativo contributo. In caso di dichiarazioni non veritiere sulle presenze, la Commissione esclude l’intera domanda.
Per un piano di formazione autotrasporto questo sposta il baricentro dal programma al calendario. Le giornate vanno costruite sui turni, sulle soste programmate e sulle settimane in cui mezzi e conducenti sono davvero fermi. Una giornata di guida sicura ha un vantaggio pratico da questo punto di vista. Si svolge in un solo giorno, in un luogo definito, con presenze firmate a inizio e fine sessione. Si può fare a gruppi, per non fermare tutta la flotta insieme.
Il decreto ammette anche la formazione a distanza, con videoconferenza a ripresa continua, registrazione integrale, identificazione dei partecipanti con documento e conservazione delle registrazioni per tre anni. Vale per la parte teorica di alcuni corsi di formazione autotrasporto. La guida sicura è formazione pratica, si fa al volante, e non ha una versione a distanza.
Come si costruisce il piano con Rally Factor Driving School
Il soggetto attuatore va scelto prima del 30 ottobre, perché dopo non si cambia. Per questo la conversazione con noi conviene farla a settembre, non a novembre. Le cose che servono a chi compila la domanda di formazione autotrasporto le prepariamo in questa forma:
- Programma del corso con materie, ore di teoria e di pratica, numero e tipologia dei destinatari, nel formato che l’articolo 3, comma 8, richiede in domanda.
- Calendario con giorno, ora e sede di ogni sessione, costruito sui turni dell’azienda e modificabile con il preavviso di tre giorni previsto dal decreto.
- Curriculum degli istruttori, che sono istruttori ACI Sport in attività nei campionati italiani ed europei.
- Registri presenze firmati e attestati nominativi a fine corso, gli stessi documenti che servono anche per il fascicolo OT23.
La sede si sceglie in base a dove stanno le persone. Le esercitazioni sulla perdita di aderenza e sulla frenata si svolgono su asfalto. Bastano un piazzale sgombro e delimitabile in azienda e le attrezzature, che portiamo noi. In alternativa, una pista convenzionata raggiungibile in giornata oppure le nostre sedi di Villafranca di Verona e della Mola di Rieti. Si può lavorare con le nostre vetture o con i mezzi del cliente. Usare i veicoli aziendali ha il vantaggio che le persone si esercitano su ciò che guideranno il giorno dopo.
Il riferimento pubblicato per i corsi di guida sicura aziendali va da 390 euro a persona (gruppi piccoli) a 190 euro a persona (gruppi numerosi). Il preventivo si costruisce sul caso concreto, con sede, mezzi e numero di partecipanti. È il documento che il consulente inserisce nel preventivo di spesa della domanda di formazione autotrasporto. Per chi guida mezzi pesanti il percorso va valutato caso per caso, sui mezzi e sugli spazi disponibili: è una delle prime domande che facciamo.

Chi tiene il corso
Rally Factor Driving School lavora dal 2006 ed è Centro Tecnico Federale ACI Sport, un centro di formazione riconosciuto dalla federazione. Le sedi sono Villafranca di Verona e la Mola di Rieti, più il modulo su neve e ghiaccio al Passo del Tonale. I percorsi di guida sicura per aziende si svolgono in tutta Italia, vicino al cliente.
Gli istruttori sono istruttori ACI Sport che gareggiano nei campionati italiani ed europei. La scuola ha alle spalle anche attività di sviluppo e presentazione di vetture per case costruttrici e gruppi di concessionari. È l’esperienza che serve quando davanti c’è un mezzo aziendale da conoscere in mezz’ora e da spiegare a chi lo guida ogni giorno.
Come si organizza
Inserire la guida sicura in un piano di formazione autotrasporto comincia con una conversazione di dieci minuti. Le domande sono quattro: quante persone guidano, che mezzi usano, dove stanno, in quali settimane fra dicembre e giugno sono fermi. Da lì escono programma, calendario e preventivo, nel formato che serve a chi presenta la domanda entro il 30 ottobre.
💬 Parliamo del percorso per la tua azienda
Preferite scrivere? L’indirizzo è info@rallyfactor.it: indicate numero di persone, tipo di mezzi, provincia e periodo, e rispondiamo con una proposta concreta.
Domande frequenti sulla formazione autotrasporto 2026
Quando si presentano le domande per la formazione autotrasporto 2026?
Dal 21 settembre al 30 ottobre 2026, esclusivamente sulla piattaforma web di RAM Logistica Infrastrutture e Trasporti S.p.A., con firma digitale del legale rappresentante. Il termine del 30 ottobre è perentorio: le domande presentate dopo non vengono esaminate. Ogni impresa può presentare una sola domanda.
Un corso di guida sicura è finanziabile con il bando formazione autotrasporto?
Il decreto finanzia formazione autotrasporto volontaria orientata, fra le altre finalità, alla sicurezza stradale e alla sicurezza sul lavoro. Esclude solo i corsi obbligatori per l’accesso alla professione o per i titoli richiesti dalla legge. Un corso di guida sicura è volontario e ha per oggetto la sicurezza stradale. L’ammissibilità del singolo piano la valuta il soggetto gestore in fase istruttoria: va costruito con il proprio consulente.
Quanto copre il contributo alla formazione autotrasporto?
L’intensità è quella dell’articolo 31 del regolamento UE 651/2014, richiamato dal decreto. Copre fino al 50% dei costi ammissibili, elevabile di 10 punti per le medie imprese e di 20 per le piccole, con un massimo del 70%. Restano i tetti per impresa: 15.000 euro per le microimprese, 50.000 per le piccole, 100.000 per le medie, 150.000 per le grandi. Le forme associate arrivano a 300.000 euro.
Le imprese che usano solo furgoni possono partecipare?
Sì, se sono imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi iscritte al Registro elettronico nazionale. Se lavorano esclusivamente con veicoli fino a 1,5 tonnellate di massa complessiva, basta l’iscrizione all’Albo nazionale degli autotrasportatori. Il decreto lo prevede espressamente all’articolo 3.
Si può fare il corso prima di dicembre 2026?
Non con questo bando: l’attività formativa deve essere avviata a partire dal 1° dicembre 2026 e concludersi entro il 12 giugno 2027. Prima di quella data sono ammessi solo i costi di preparazione del piano formativo, se successivi alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’8 luglio 2026.
Il corso di guida sicura sostituisce la CQC o la formazione obbligatoria sulla sicurezza?
No. La giornata di guida sicura non sostituisce la CQC, né la formazione prevista dall’articolo 37 del D.Lgs 81/2008, né l’addestramento sul mezzo. È formazione aggiuntiva. Proprio questa natura volontaria la rende finanziabile con il bando formazione autotrasporto e valida come intervento D-4 di tipo A nel modello Inail OT23/2027.
Che cosa consegna Rally Factor Driving School per la domanda e la rendicontazione?
Prima della domanda: programma del corso con materie, ore e destinatari, calendario con giorno, ora e sede, curriculum degli istruttori e preventivo. A fine corso: registri presenze firmati dai partecipanti e attestati nominativi. La domanda, la rendicontazione e la certificazione del revisore restano in capo all’impresa e al suo consulente.




