Indice
- Che cosa sono i fondi interprofessionali
- Perché i fondi interprofessionali non sono un costo in più
- Come si aderisce a un fondo
- Che cosa è cambiato il 9 gennaio 2026
- Il rischio stradale nella valutazione dei rischi
- Formazione obbligatoria e formazione utile
- Come si costruisce una giornata di guida sicura
- Parliamo del percorso per la tua azienda
- Domande frequenti
Un tecnico esce dal cliente alle 18:30, ha centoquaranta chilometri di statale davanti e la pioggia appena iniziata. Alle 19:10 le ruote posteriori perdono aderenza in una curva che ha percorso duecento volte. Da quel momento il problema smette di essere suo e diventa dell’azienda che gli ha dato l’auto, il territorio e l’agenda. La formazione che rende quella curva meno probabile si paga con i fondi interprofessionali, cioè con risorse che l’impresa versa già ogni mese.
Questo articolo spiega come funzionano i fondi interprofessionali. Poi entra nel merito del rischio stradale dei dipendenti che guidano per lavoro. Infine mostra dove passa il confine fra un obbligo di legge e una scelta di prevenzione. Ogni riferimento normativo riporta la fonte.

Che cosa sono i fondi interprofessionali
I fondi interprofessionali si chiamano per esteso fondi paritetici interprofessionali nazionali per la formazione continua. Sono organismi promossi dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori. Finanziano gli interventi di formazione continua dei dipendenti delle aziende che scelgono di aderirvi. La base normativa è l’articolo 118 della Legge 388/2000.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali autorizza l’attivazione dei fondi e ne vigila l’attività ai sensi del d.lgs. 150/2015. Approva inoltre le modifiche a statuti e regolamenti. L’elenco dei fondi autorizzati è pubblico sul sito del Ministero. Nessun fornitore di formazione può dire quale sia il fondo giusto per una specifica azienda.
Perché i fondi interprofessionali non sono un costo in più
Ogni datore di lavoro versa all’INPS un contributo integrativo per l’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria, previsto dall’articolo 25 della Legge 845/1978. Lo 0,30% di quel contributo, dedotti i costi amministrativi, torna al fondo a cui l’azienda ha aderito. Serve a finanziare la formazione continua dei suoi lavoratori.
Chi non aderisce ad alcun fondo versa comunque la stessa cifra. Il contributo confluisce in fondi rotativi a titolarità del Ministero del Lavoro e del Ministero dell’Economia. La scelta davanti a un responsabile HR non è fra spendere e non spendere. È fra decidere dove va un contributo che parte comunque e lasciare che lo decida qualcun altro.
Come si aderisce a un fondo interprofessionale
L’adesione è volontaria e si comunica tramite il flusso UniEmens. È revocabile, e il passaggio da un fondo all’altro è possibile con alcune limitazioni fissate dalla Circolare INPS n. 107 del 1º ottobre 2009. Un datore di lavoro può aderire a un secondo fondo soltanto per la formazione dei propri dirigenti. La scelta avviene fra i fondi costituiti a tale scopo.
Quale sia il fondo pertinente dipende dal CCNL applicato e dalle associazioni a cui l’impresa aderisce. La verifica spetta al consulente del lavoro e al fondo stesso. Rally Factor è una scuola di guida, non uno studio di consulenza. Su ammissibilità, avvisi e rendicontazione dei fondi interprofessionali la risposta corretta arriva da chi risponde di quella materia.
Che cosa è cambiato il 9 gennaio 2026
Il Decreto direttoriale n. 8 del 9 gennaio 2026 ha adottato nuove Linee Guida sui fondi paritetici interprofessionali. Riguardano attivazione, funzionamento e vigilanza. Il testo sostituisce quello della Circolare ANPAL n. 1 del 10 aprile 2018.
Per chi sta costruendo un piano formativo nel 2026 la conseguenza pratica è una sola. Le regole di riferimento dei fondi interprofessionali sono state riscritte quest’anno. Le informazioni raccolte due o tre anni fa vanno riverificate presso il proprio fondo prima di presentare domanda.
Il rischio stradale nella valutazione dei rischi
L’articolo 28, comma 1, del D.Lgs 81/2008 stabilisce che la valutazione dei rischi «deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori». Quando una parte del personale guida per lavoro — commerciali, tecnici, manutentori, addetti alle consegne — la strada rientra fra quei rischi. Non è un rischio marginale.
I dati provvisori del 2025 pubblicati dall’INAIL danno la misura del fenomeno. Su 597.710 infortuni denunciati, quelli in itinere dei lavoratori sono stati 99.939. La crescita è del 3,2% sul 2024, e l’incidenza sul totale delle denunce dei lavoratori sale dal 18,9% al 19,3%.
Il dato più netto riguarda i casi mortali. Le denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro sono scese da 797 a 792. Quelle in itinere sono salite da 280 a 293, con un aumento del 4,6%. L’intera variazione in peggioramento del 2025 arriva dalla strada. La differenza di genere è marcata. Per gli uomini il 75,6% dei decessi avviene sul luogo di lavoro. Per le donne oltre la metà dei casi (54,3%) si verifica nel tragitto casa-lavoro-casa.

Formazione obbligatoria e formazione utile: dove passa il confine
L’articolo 37 del D.Lgs 81/2008 impone al datore di lavoro un obbligo di formazione. Ciascun lavoratore deve ricevere «una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza», riferita ai rischi delle sue mansioni. Durata, contenuti minimi e modalità sono definiti da un accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti fra Stato, Regioni e Province autonome.
Un corso di guida sicura non è un corso obbligatorio per legge allo stesso modo dell’antincendio o del primo soccorso. Resta una misura di prevenzione su un rischio che la valutazione deve comunque considerare, e come tale va inquadrata nel piano formativo aziendale. Chi lo vende raccontando che «lo impone la legge» sta facendo commercio, non informazione.
Come si costruisce una giornata di guida sicura per un’azienda
Rally Factor forma piloti e automobilisti dal 2006 ed è Centro Tecnico Federale ACI Sport. Le sedi operative sono due: Villafranca di Verona e la Mola di Rieti. Al Passo del Tonale c’è un modulo dedicato su neve e ghiaccio. I corsi di guida sicura e le giornate di team building si organizzano in tutta Italia, vicino alla sede del cliente.
Gli istruttori sono tecnici ACI Sport che gareggiano nei campionati italiani ed europei. La scuola sviluppa e presenta vetture per case costruttrici e gruppi di concessionari. Una giornata non si riduce quindi a un giro di pista. In aula si lavora sulla dinamica del veicolo e sui limiti reali di aderenza. In esercitazione si guida con auto stradali su fondo a bassa aderenza.
Il perimetro dei percorsi aziendali è descritto nella pagina dei corsi di guida sicura. Le aziende che cercano una componente relazionale forte possono guardare al team building in pista. Chi ha personale che movimenta o collauda veicoli trova un programma dedicato nei corsi collaudo.
Parliamo del percorso per la tua azienda
Ogni azienda ha un parco mezzi, un profilo di percorrenze e un budget diversi. Il programma si costruisce sul caso concreto invece di uscire da un catalogo. Due righe con numero di persone, tipo di veicoli e periodo indicativo bastano per ricevere proposta e preventivo. Il preventivo comprende la documentazione utile se l’intervento verrà presentato ai fondi interprofessionali.
💬 Parliamo del percorso per la tua azienda
In alternativa si scrive a info@rallyfactor.it.
Domande frequenti
I fondi interprofessionali finanziano i corsi di guida sicura?
I fondi interprofessionali finanziano interventi di formazione continua rivolti ai dipendenti delle aziende aderenti. L’ammissibilità del singolo piano formativo dipende dai regolamenti e dagli avvisi del fondo a cui l’azienda ha aderito. La verifica va fatta con il fondo prima di presentare la domanda.
Aderire a un fondo interprofessionale comporta un costo aggiuntivo?
No. L’adesione destina ai fondi interprofessionali lo 0,30% del contributo integrativo che il datore di lavoro versa comunque all’INPS. La base normativa è l’articolo 25 della Legge 845/1978, al netto dei costi amministrativi. Le aziende che non aderiscono versano la stessa cifra, che confluisce in fondi rotativi a titolarità ministeriale.
Come si aderisce a un fondo interprofessionale?
L’adesione è volontaria e si comunica tramite il flusso UniEmens. È revocabile, e il passaggio a un altro fondo è possibile con le limitazioni indicate dalla Circolare INPS n. 107 del 1º ottobre 2009.
Un’azienda può aderire a più di un fondo?
Un datore di lavoro può aderire a un secondo fondo soltanto per la formazione dei propri dirigenti. La scelta avviene fra i fondi costituiti a tale scopo, come previsto dall’articolo 118, comma 1, della Legge 388/2000.
Il corso di guida sicura è obbligatorio per legge?
No. L’articolo 28 del D.Lgs 81/2008 impone di valutare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori. Il rischio stradale rientra fra questi quando i dipendenti guidano per lavoro. La guida sicura resta una misura di prevenzione, non un corso obbligatorio come l’antincendio o il primo soccorso.
Che cosa è cambiato nel 2026 per i fondi interprofessionali?
Il Decreto direttoriale n. 8 del 9 gennaio 2026 ha adottato nuove Linee Guida sui fondi paritetici interprofessionali. Il testo sostituisce quello della Circolare ANPAL n. 1 del 10 aprile 2018.
Dove si svolgono i corsi di guida sicura per le aziende?
Rally Factor ha due sedi operative: Villafranca di Verona e la Mola di Rieti. Al Passo del Tonale c’è un modulo su neve e ghiaccio. I corsi di guida sicura e le giornate di team building si organizzano in tutta Italia, vicino alla sede del cliente.
Chi guida per lavoro può iniziare senza aspettare la giornata in pista.
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