Sulla scrivania di chi si occupa di formazione arriva un preventivo per un corso guida sicura. Dice una data, un numero di partecipanti e un prezzo a persona. Non dice che cosa succede in quelle ore, chi le conduce, quali esercizi vengono fatti e che cosa resta agli atti quando i dipendenti tornano in ufficio. È abbastanza per firmare e pochissimo per giustificare la spesa a chi la deve approvare.
Da luglio 2026 c’è un motivo in più per guardare dentro al programma. Il modello con cui le aziende chiedono all’Inail la riduzione del tasso medio di tariffa — l’OT23 — elenca per iscritto gli argomenti che un corso di guida sicura deve trattare. Il contenuto di un corso guida sicura ha smesso di essere una scelta del fornitore.
Indice
- Il preventivo che non dice niente
- Le dieci tematiche che definiscono il programma
- Come si costruisce la giornata
- Chi mandare, e quanti
- I documenti che restano dopo
- Che cosa questa giornata non è
- Dove si svolge e chi la conduce
- Domande frequenti
Il preventivo che non dice niente
Tre domande separano un preventivo serio da un listino: quali argomenti vengono trattati, con quale rapporto fra istruttori e partecipanti si lavora, quale documentazione viene consegnata alla fine. Un fornitore che risponde a tutte e tre in forma scritta sta vendendo formazione. Uno che risponde solo sul prezzo sta vendendo una giornata fuori.
La prima domanda ha oggi una risposta di riferimento che non dipende da chi vende. Sta dentro il modello OT23 2027 pubblicato dall’Inail nel luglio 2026, dove il corso teorico-pratico di guida sicura è l’intervento D-4 ed è classificato di tipo A, la categoria a maggiore valenza prevenzionale. Un solo intervento di tipo A realizzato nell’anno è sufficiente ad aprire la domanda di riduzione (istruzione operativa Inail del 24 luglio 2026).
La riduzione va dal 28% per le aziende fino a 10 lavoratori-anno al 5% per quelle oltre 200, con una misura fissa dell’8% nei primi due anni di attività della posizione assicurativa. La domanda si presenta l’anno successivo a quello in cui gli interventi sono stati realizzati: un corso guida sicura svolto entro il 31 dicembre 2026 entra nella domanda del 2027, uno svolto a gennaio no. Il meccanismo, con le percentuali per fascia dimensionale, lo abbiamo spiegato in dettaglio nell’articolo sull’OT23 2027 e la riduzione del premio Inail.
Le dieci tematiche che definiscono il programma
Il modello 2027 non lascia margine: scrive che il corso deve trattare gli argomenti elencati, e ne elenca dieci. Sono queste.
- Posizione di guida
- Uso dei comandi
- Sottosterzo e sovrasterzo
- Traiettorie in curva
- Frenata e frenata di emergenza
- Manovra di emergenza per evitare ostacoli
- Controllo della perdita di stabilità
- Guida in condizioni di ridotta aderenza
- Confronto della guida con e senza tecnologie di sicurezza
- Trasferimenti di carico

Chi confronta più preventivi ha così un metro oggettivo: si prende l’elenco e si verifica voce per voce. Un programma che si ferma a quattro o cinque argomenti non è più corto, è incompleto rispetto a ciò che il modello richiede, e l’azienda se ne accorge quando compila la domanda, cioè mesi dopo aver pagato.
Il modello chiede anche che la formazione raggiunga almeno il 30% dei lavoratori che utilizzano veicoli nell’attività lavorativa, e che sia erogata da soggetti e istruttori in possesso dei requisiti indicati. Le percentuali e i requisiti vanno letti nel modello Inail insieme al proprio consulente: qui li riportiamo per orientare la scelta, non per sostituire quella verifica.
Come si costruisce la giornata
Le dieci tematiche non sono un elenco da spuntare in ordine sparso: hanno una sequenza obbligata, ed è quella a dare la forma a un corso guida sicura.
Si comincia fermi. Posizione di guida, uso dei comandi e trasferimenti di carico sono le tre voci che vanno capite prima di salire in macchina, perché spiegano perché l’auto farà quello che farà negli esercizi successivi. Chi ha guidato per vent’anni con il sedile troppo indietro e le braccia tese scopre qui che sta partendo con un handicap che nessun esercizio successivo compensa.

Si passa poi alla parte pratica, e la si costruisce dal semplice al complesso. La frenata viene prima della frenata di emergenza; la frenata di emergenza viene prima della manovra per evitare un ostacolo, che è la stessa cosa con una decisione in più da prendere in mezzo secondo. La ridotta aderenza e il controllo della perdita di stabilità arrivano quando il partecipante ha già capito come si distribuisce il peso dell’auto, non prima.
Una voce dell’elenco vale doppio, ed è il confronto della guida con e senza tecnologie di sicurezza. Vuol dire ripetere lo stesso esercizio due volte: una con ABS ed ESP che lavorano, una con l’intervento elettronico ridotto. Chi guida un mezzo aziendale moderno non ha quasi mai visto la differenza, e quella differenza è tutto ciò che sta fra un controsterzo corretto e un controsterzo istintivo, cioè sbagliato.
La giornata si chiude con il debriefing, che nei corsi di guida sicura è la parte più sottovalutata e la più utile: si rivede che cosa è successo, si mette a fuoco l’errore ricorrente di ciascuno e si traduce in una regola applicabile il lunedì mattina in tangenziale.
Durata, numero di ripetizioni per esercizio e composizione dei gruppi cambiano con il numero di partecipanti e con i veicoli utilizzati. Sono la prima cosa da farsi mettere per iscritto nel preventivo, insieme al numero di istruttori presenti in pista.
Chi mandare, e quanti
La soglia del 30% risolve la domanda «quanti», non la domanda «chi». Un’azienda con cinquanta persone che usano veicoli deve formarne almeno quindici, e quali quindici lo decide lei.
Il criterio che regge meglio è l’esposizione reale: chilometri percorsi, ore passate alla guida, tipo di mezzo, storico dei sinistri. Un commerciale che fa quarantamila chilometri l’anno su un’auto carica di campionari e un tecnico che guida un furgone in città hanno due profili di rischio diversi e imparano cose diverse nella stessa giornata.
Chi si sposta solo per raggiungere il posto di lavoro non va escluso a priori. L’infortunio in itinere pesa sul bilancio infortunistico dell’azienda esattamente come gli altri, e la fisica che lo produce è la stessa che si affronta in un corso guida sicura.
I documenti che restano dopo
Un corso guida sicura ben fatto e non documentato, dal punto di vista dell’Inail, è un corso che non è mai avvenuto. La documentazione probante da chiedere al fornitore prima di firmare comprende il programma dettagliato del corso, il registro delle presenze firmato, gli attestati nominativi dei partecipanti e il curriculum del formatore.
L’ultimo è l’unico che l’azienda non può produrre da sola, ed è anche quello su cui i fornitori si assomigliano meno. Un curriculum di istruttori che hanno gareggiato e che insegnano dentro un centro riconosciuto dalla federazione racconta una cosa diversa da un attestato generico, e in fase di controllo pesa.
Che cosa questa giornata non è
Un corso di guida sicura non sostituisce la formazione obbligatoria prevista dall’articolo 37 del D.Lgs 81/2008. Durata e contenuti minimi di quei percorsi sono definiti dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 (Rep. atti n. 59/CSR, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 119 del 24 maggio 2025), e la guida sicura non ne fa parte.
Questo, per un’azienda, è un vantaggio e non un limite. La riduzione OT23 premia proprio gli interventi aggiuntivi rispetto a quanto la normativa già impone: una giornata di guida sicura vale come intervento migliorativo perché è oltre l’obbligo, non perché lo assolve. Chi ve la propone come sostitutiva della formazione obbligatoria vi sta dando un’informazione sbagliata su entrambe.
Resta il collegamento con l’articolo 28 dello stesso decreto, che chiede di valutare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori. Per chi guida per lavoro, la strada è uno di quei rischi.
Dove si svolge e chi la conduce
Rally Factor Driving School forma dal 2006 ed è Centro Tecnico Federale ACI Sport. Un corso guida sicura per un’azienda si svolge nelle nostre due sedi, Villafranca di Verona e la Mola di Rieti, con un modulo su neve e ghiaccio al Tonale nella stagione invernale. Gli istruttori sono istruttori ACI Sport che gareggiano nei campionati italiani ed europei, e la scuola ha alle spalle attività di sviluppo e presentazione vetture per case costruttrici e gruppi di concessionari.
La stessa struttura può reggere una giornata costruita come attività di squadra: ne parliamo nella pagina dedicata al team building, che ha obiettivi diversi da quelli di questo articolo. Chi cerca invece il quadro completo dell’offerta per le aziende lo trova nella pagina corsi di guida sicura; per la parte d’aula sulle tecniche di prova e verifica dei veicoli c’è il percorso sulle tecniche di collaudo.
Il passo successivo
Ogni azienda arriva con un numero di conducenti, una flotta e un calendario diversi, e la giornata si costruisce su quelli. Il modo più veloce per capire se ha senso è raccontarci quante persone guidano, che mezzi usano e quando avete finestre libere: da lì esce un preventivo con il programma scritto voce per voce, non un prezzo a persona.
💬 Parliamo del percorso per la tua azienda
Oppure scrivete a info@rallyfactor.it indicando numero di conducenti e periodo di interesse. Le informazioni su riduzioni e adempimenti riportate qui hanno finalità informativa: la posizione della vostra azienda va verificata con il vostro consulente del lavoro e con la sede Inail competente.
Domande frequenti
Quanto dura un corso di guida sicura per aziende?
Dipende dal numero di partecipanti, dai veicoli utilizzati e dal numero di esercizi concordati. È un dato che va indicato nel preventivo insieme al programma: un fornitore che non lo mette per iscritto non vi sta dando gli elementi per confrontarlo con un altro.
Il corso di guida sicura sostituisce la formazione obbligatoria sulla sicurezza?
No. La formazione obbligatoria segue l’articolo 37 del D.Lgs 81/2008 e l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025. La guida sicura è formazione aggiuntiva, ed è proprio questo che le permette di valere come intervento migliorativo nel modello OT23.
Quanti dipendenti devo mandare perché il corso valga per l’OT23?
Il modello Inail indica una soglia minima del 30% dei lavoratori che utilizzano veicoli nell’attività lavorativa. La verifica sul vostro caso specifico va fatta sul modello e con il vostro consulente.
Di quanto si riduce il premio Inail?
Dal 28% per le aziende fino a 10 lavoratori-anno al 5% per quelle oltre 200 lavoratori-anno, con una misura fissa dell’8% nei primi due anni di attività della posizione assicurativa territoriale.
Entro quando devo svolgere il corso?
Gli interventi valgono per la domanda dell’anno successivo a quello in cui sono stati realizzati. Un corso svolto entro il 31 dicembre 2026 rientra nella domanda 2027, che si presenta all’inizio dell’anno con le modalità indicate dall’Inail.
Quali documenti devo conservare?
Programma dettagliato del corso, registro delle presenze firmato, attestati nominativi e curriculum del formatore. È la documentazione che l’Inail può chiedere in fase di controllo.
Serve un’auto aziendale per partecipare?
No. Le giornate si svolgono con vetture predisposte per l’esercitazione nelle nostre sedi; l’uso di mezzi aziendali si valuta caso per caso, ed è una delle cose da definire in fase di preventivo.
Dove si svolgono le giornate aziendali?
Nelle due sedi di Rally Factor, Villafranca di Verona e la Mola di Rieti, con un modulo su neve e ghiaccio al Tonale nella stagione invernale.
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