La Ford Mustang GT V8 di Rally Factor in derapata sul bagnato della Mola di Rieti.
L’autodromo di Modena è lungo 2.068 metri, ha undici curve e un rettilineo di circa 400 metri. Sta a Marzaglia, alla periferia ovest della città che ha dato al mondo la Ferrari, la Maserati e l’abitudine di parlare di motori anche dal fruttivendolo. È stato inaugurato nel 2011, dopo mezzo secolo in cui Modena, la capitale dei motori, una pista non ce l’aveva. Qui non si viene per i 300 all’ora: si viene per scoprire se in curva sapete fare qualcosa oltre a sperare. Questo articolo dice dove si trova, quanto costa entrarci con la vostra auto, cosa vieta il regolamento e cosa cambia quando a fianco avete un istruttore invece di un amico che urla.
Autodromo di Modena: dove si trova e cosa c’è dentro
L’indirizzo è Strada Pomposiana 255/A, località Marzaglia, 41123 Modena. Il telefono dell’impianto è 059 388711. La struttura è aperta dalle 9 alle 18, con orario invernale dalle 11 alle 16; il parcheggio esterno e l’ingresso pedonale sono gratuiti, il che rende l’autodromo di Modena una delle poche piste italiane dove si può andare a guardare senza pagare il biglietto per capire se fa per voi.
Il nome della strada non deve trarvi in inganno: Strada Pomposiana non c’entra niente con il circuito di Pomposa, che è un’altra pista, in provincia di Ferrara, e ha un carattere completamente diverso. Se cercate su Google «pista di Modena» e vi ritrovate a Comacchio, avete sbagliato articolo.
L’impianto è omologato FMI e ACI Sport. Dentro ci sono il tracciato, la zona box, il paddock e una reception dove si comprano i turni delle prove libere. Nel corso dell’anno l’autodromo di Modena ospita test delle case automobilistiche e motociclistiche, raduni di auto storiche, corsi di guida sicura e giornate aperte al pubblico. Ci hanno girato anche Top Gear Italia e qualche serie televisiva, per chi ha bisogno di quel tipo di conferme.
L’autodromo di Modena in numeri
I numeri del tracciato attuale, quelli che contano quando dovete decidere se venirci con la vostra auto:
- Lunghezza: 2.068 metri.
- Curve: undici, con diversi saliscendi.
- Rettilineo principale: circa 400 metri.
- Configurazioni: due. Eliminando la curva 5 e collegando la 4 con la 6, i rettilinei diventano due.
- Variante: dal 2014 l’ultima curva ha una variante con passaggio all’esterno e raggio di curvatura più stretto.
- Inaugurazione: 2011.
- Omologazione: FMI e ACI Sport.
- Prove libere auto: massimo 15 vetture in pista contemporaneamente, casco obbligatorio, limite di rumore 98 dB.
Un dettaglio che vale la pena sapere prima di studiare la pista: nel 2022 il Comune di Modena ha approvato un ampliamento con un doppio rettilineo da un chilometro, che porterà il tracciato a 4.150 metri. Tutto quello che leggete qui si riferisce ai 2.068 metri attuali; quando l’ampliamento sarà realtà, cambieranno i numeri e cambierà anche il modo di guidarlo.
Da Enzo Ferrari sui viali a Marzaglia: perché Modena ha di nuovo una pista
La storia dell’autodromo di Modena comincia molto prima di Marzaglia. Dal 1927 al 1947 il Circuito di Modena si correva sulle strade pubbliche: le prime due edizioni su un tracciato extraurbano di 12 chilometri da percorrere trenta volte, vinte entrambe da un certo Enzo Ferrari su Alfa Romeo, quando ancora guidava invece di far guidare gli altri. Le edizioni successive si spostarono sull’anello dei viali cittadini, 3,2 chilometri per quaranta giri, con tre vittorie consecutive di Tazio Nuvolari e due di Franco Cortese.
L’ultima edizione, il 28 settembre 1947, venne interrotta da un brutto incidente, e da lì nacque l’idea di una pista vera. Nel 1948, in una riunione dell’Automobile Club a Milano, l’ACI di Modena presentò il progetto dell’Aerautodromo, costruito sull’area che dal 1910 ospitava una pista d’atterraggio e un attracco per dirigibili. Fu la pista di prova di mezza Motor Valley, poi venne smantellata a partire dagli anni Sessanta e Modena rimase senza circuito per decenni.
Il progetto del nuovo autodromo di Modena a Marzaglia fu presentato nel dicembre 2007: prevedeva circa 1.600 metri e una zona box ampia. In corso d’opera il tracciato si allungò fino ai 2.068 metri di oggi, e l’impianto aprì nel 2011. Per chi ci guida oggi è un’informazione utile: questa pista non è nata come compromesso urbanistico, è nata perché una città con quella storia si vergognava di mandare i suoi collaudatori a girare altrove.

Come si guida l’autodromo di Modena: rettilineo, saliscendi e undici curve
Undici curve in 2.068 metri fanno una curva ogni 190 metri, in media. Tradotto: all’autodromo di Modena non esiste un punto in cui rilassarsi e pensare alla cena, se non i 400 metri del rettilineo, che a una stradale seria durano il tempo di un respiro. Il giro qui si costruisce sulla sequenza, e la sequenza si costruisce sull’uscita: ogni curva decide la velocità con cui arrivate a quella dopo, e quando la sbagliate la pagate due volte. È lo stesso principio che spieghiamo nella guida al raccordo delle curve in pista, solo che qui la pista non vi lascia il tempo di rileggerla.
I saliscendi sono la seconda materia. In discesa il peso scivola sull’anteriore e il posteriore si alleggerisce: la frenata si allunga, e se entrate in curva con la stessa aggressività che usereste in piano l’auto vi ricorda chi comanda. In salita la compressione carica le gomme e regala grip in ingresso, ma sul dosso in uscita la vettura si alleggerisce di colpo, e il gas che avevate dato con fiducia diventa un problema del posteriore. L’autodromo di Modena insegna il trasferimento di carico in verticale, non solo in orizzontale, ed è una lezione che nelle piste piatte non si prende.
La variante all’ultima curva è il terzo tema, e il più interessante per chi vuole capire come si ragiona. Il passaggio all’esterno con raggio più stretto obbliga a una scelta: sacrificare l’ingresso per prendere l’uscita, perché quella curva immette sul rettilineo e ogni chilometro orario guadagnato lì ve lo portate dietro per 400 metri. Chi entra veloce e bello si ritrova lento e brutto in fondo al rettilineo, e il cronometro è un giudice che non fa sconti sul coraggio.
La doppia configurazione, con la curva 5 eliminata e i due rettilinei, serve a una cosa sola dal punto di vista didattico: imparare a leggere il tracciato invece di impararlo a memoria. Chi ha girato solo su un layout sa fare quel layout. Chi ha capito perché una curva si prende in un certo modo lo sa fare su qualunque pista, compresa quella da 5.793 metri di Monza, dove il problema è opposto: troppo rettilineo e troppo tempo per convincersi di essere bravi.
Prove libere all’autodromo di Modena: costi e regole
L’autodromo di Modena organizza giornate di prove libere aperte al pubblico, che qui chiamano «DDG Days» dal modenese «dag dal gas», dagli del gas. La definizione ufficiale dell’impianto merita di essere ripetuta, perché la sottoscriviamo parola per parola: lo scopo non è la velocità più alta o il tempo migliore, ma migliorare la capacità e la tecnica di guida della propria auto. È esattamente quello che diciamo noi da vent’anni, e fa piacere leggerlo sul sito dell’autodromo.
Il listino 2026 delle prove libere auto è a scaglioni orari: 50 euro per un’ora, 90 per due, 125 per tre, 160 per quattro, 200 per cinque e 235 per sei ore. Chi compra alla reception invece che online paga 15 euro in più. La quota passeggero è di 15 euro e vale per l’intera giornata, con un minimo di 16 anni e la firma di entrambi i genitori per i minorenni; un secondo pilota sulla stessa auto costa 34 euro, e non se ne può aggiungere più di uno. Il casco è obbligatorio e se non l’avete se ne noleggia uno a 10 euro, con disponibilità limitata: il consiglio è portarselo.
Le regole che fanno la differenza fra una bella giornata e un rientro anticipato: massimo 15 vetture in pista contemporaneamente; limite di rumore a 98 dB con tolleranze minime, misurato all’ingresso pista con il motore a 3.800 giri, fonometro a 45 gradi e 50 centimetri dallo scarico; il drift è vietato durante le prove libere; in pista si entra dall’apposito ingresso e non dal box; vietato accendere fuochi nel paddock, barbecue compresi; vietata ogni attività commerciale durante le giornate di prove libere. Se l’autodromo chiude la pista per cause sue, i turni acquistati diventano un buono valido un anno.
Due conseguenze pratiche. La prima: chi vuole guidare di traverso non lo fa qui, lo fa in un’area attrezzata con un corso drift, dove la sbandata è il programma e non un’infrazione. La seconda: se è la vostra prima volta in pista, prima di comprare un turno leggete come funziona un track day, perché arrivare con la macchina giusta, le gomme giuste e la testa giusta vale più di qualunque ora in più.
Pista di Modena con istruttore: cosa succede giro dopo giro
Rally Factor Driving School all’autodromo di Modena ci ha già tenuto un corso, e Giuseppe Piccioni questa pista la conosce da pilota prima che da istruttore: ci ha corso, e sa cosa succede a una vettura in quei saliscendi quando la si guida davvero e non quando la si accompagna. Non è una delle sedi fisse della scuola, che restano Villafranca di Verona e la Mola di Rieti; è una delle piste su cui si può portare il percorso individuale Pilota su Misura, che si organizza su richiesta sui circuiti di tutta Italia.
Il metodo è lo stesso ovunque, e su una pista corta rende di più. Si parte con l’istruttore a bordo e la telemetria accesa: i primi giri servono a capire cosa fate, non a dirvi cosa dovreste fare. Poi si lavora una curva alla volta, e su undici curve in due chilometri il feedback arriva subito, perché l’errore che avete fatto alla variante ve lo ritrovate davanti un minuto dopo, non fra tre. Alla fine di ogni sessione si confrontano i giri sulla telemetria: dove frenate troppo presto, dove aprite il gas troppo tardi, dove la traiettoria bella è quella lenta. Chi arriva dal percorso dei corsi di guida sportiva, con le basi del Rally+Drift e del Rally Avanzato già in tasca, su questa pista trova il posto giusto per trasformare la tecnica in decimi.
Chi vuole prima capire come è strutturata l’offerta trova tutte le date sul catalogo dei corsi; il percorso individuale, per sua natura, non ha date fisse e si costruisce attorno all’allievo, alla sua auto e alla pista scelta.
Se l’autodromo di Modena è troppo lontano, o se prima di spendere una giornata in pista volete mettere in ordine le idee, il videocorso di guida sicura e sportiva di Rally Factor Driving School spiega proprio le tre cose che questa pista mette alla prova: la lezione «Traiettorie e punti di corda» per la sequenza delle curve, «Trasferimento dei pesi» per i saliscendi e «Grip in frenata» per le staccate in discesa. Non sostituisce la pratica, e chi ve lo dice mente; la anticipa, e vi fa arrivare in pista con le domande giuste invece che con le paure sbagliate.
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Domande frequenti sull’autodromo di Modena
Dove si trova l’autodromo di Modena?
L’autodromo di Modena si trova a Marzaglia, frazione alla periferia ovest della città, in Strada Pomposiana 255/A, 41123 Modena. Il parcheggio esterno e l’ingresso pedonale sono gratuiti; la struttura è aperta dalle 9 alle 18, con orario invernale dalle 11 alle 16.
Quanto è lungo l’autodromo di Modena?
Il tracciato misura 2.068 metri, con undici curve, diversi saliscendi e un rettilineo di circa 400 metri. Esistono due configurazioni: eliminando la curva 5 e collegando la 4 con la 6, i rettilinei diventano due. Dal 2014 l’ultima curva ha una variante con passaggio all’esterno e raggio più stretto.
Quanto costa girare all’autodromo di Modena con la propria auto?
Nelle giornate di prove libere auto il listino 2026 parte da 50 euro per un’ora e arriva a 235 euro per sei ore (90 euro per due ore, 125 per tre, 160 per quattro, 200 per cinque). Acquistando direttamente alla reception si pagano 15 euro in più; la quota passeggero è di 15 euro per l’intera giornata e il secondo pilota costa 34 euro.
Serve il casco all’autodromo di Modena?
Sì: nelle prove libere auto il casco è obbligatorio e in autodromo se ne può noleggiare uno a 10 euro, con disponibilità limitata. In pista possono girare al massimo 15 vetture contemporaneamente.
Si può fare drift all’autodromo di Modena?
No: durante le prove libere auto la disciplina del drift è vietata dal regolamento dell’autodromo. Chi vuole imparare a guidare di traverso lo fa in un’area attrezzata con un corso drift, non in una giornata di prove libere in mezzo ad altre quattordici auto.
Ci sono limiti di rumore all’autodromo di Modena?
Sì: non entrano in pista le vetture che superano i 98 dB, con tolleranze minime. Il controllo si fa all’ingresso pista con il motore a 3.800 giri e il fonometro a 45 gradi e 50 centimetri dallo scarico. Chi ha uno scarico aperto lo scopre al cancello, non dopo.
Si può fare un corso con istruttore all’autodromo di Modena?
Sì. Rally Factor Driving School ci ha già tenuto un corso, e il percorso individuale Pilota su Misura, con istruttore a bordo e telemetria, si organizza su richiesta anche su questo circuito. Nelle giornate di prove libere aperte al pubblico è vietata ogni attività commerciale, quindi il lavoro con l’istruttore si concorda a parte, non si improvvisa nel paddock.
L’autodromo di Modena è stato ampliato?
Nel 2022 il Comune di Modena ha approvato un ampliamento con un doppio rettilineo di un chilometro, che porterà il tracciato a 4.150 metri. I numeri di questo articolo si riferiscono al tracciato attuale da 2.068 metri.




