Nel fascicolo formativo di un commerciale, di un tecnico o di un manutentore c’è quasi sempre la stessa sequenza: formazione generale, formazione specifica sui rischi della mansione, aggiornamenti a scadenza. Tutto in regola. Poi quella persona esce dall’ufficio, sale in macchina e passa in strada più ore di quante ne passi alla scrivania, e su quelle ore il fascicolo non dice niente. Non è una svista di chi compila il piano formativo: l’Accordo Stato-Regioni fissa durata e contenuti minimi dei percorsi obbligatori, e la formazione alla guida — per l’Inail stesso — sta fuori da quegli obblighi.
L’Inail parte dal punto opposto rispetto a chi controlla gli adempimenti. Il modello OT23 riconosce gli interventi realizzati «in aggiunta a quelli obbligatori per legge»: la formazione che l’azienda deve fare non porta punteggio, quella che sceglie di fare sì.
Questo articolo mette in fila il confine fra le due cose: che cosa definisce l’Accordo Stato-Regioni, che cosa chiede l’articolo 37 del D.Lgs 81/2008 e che cosa serve perché un corso di guida sicura valga come intervento di prevenzione riconosciuto, con i requisiti, i documenti e le date da avere sul tavolo.
- Che cosa stabilisce l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025
- Che cosa chiede l’articolo 37 del D.Lgs 81/2008
- Dove finisce l’obbligo e resta il rischio
- Perché l’Inail premia la formazione non obbligatoria
- L’intervento D-4: che cosa deve contenere il corso
- I documenti da conservare e le date
- Chi conviene mandare per primo
- Chi può erogare il corso
- Domande frequenti
Che cosa stabilisce l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025
La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano ha approvato il 17 aprile 2025 l’Accordo previsto dall’articolo 37, comma 2, del D.Lgs 81/2008 (Rep. atti n. 59/CSR). Il testo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 119 del 24 maggio 2025 ed è consultabile sul sito del Ministero del Lavoro.
Il compito dell’Accordo Stato-Regioni è delimitato con precisione dalla norma che lo prevede: individuare la durata e i contenuti minimi dei percorsi formativi in materia di salute e sicurezza. Quando un RSPP costruisce il piano formativo di un’azienda, il perimetro entro cui si muove è quello.
Il testo dell’Accordo Stato-Regioni è quindi il riferimento di chi progetta la formazione, non un documento per soli addetti ai lavori.
Il numero di quesiti interpretativi arrivati al Ministero è stato tale da rendere necessario un gruppo interistituzionale con Inail, Ispettorato nazionale del lavoro e Regioni, incaricato di garantire una lettura uniforme; sulla stessa pagina il Ministero ha pubblicato una raccolta di FAQ. Chi si occupa di formazione lo sa già: sull’Accordo Stato-Regioni la domanda non è quasi mai se un corso vada fatto, ma quale corso e con quali contenuti.
Nella pratica quotidiana di un ufficio HR l’Accordo Stato Regioni funziona come una lista di adempimenti. È utile, ed è anche il motivo per cui tutto ciò che non compare in quella lista tende a sparire dal piano formativo, comprese le ore che i dipendenti passano al volante.
Che cosa chiede l’articolo 37 del D.Lgs 81/2008
Il testo dell’articolo 37, vigente su Normattiva, obbliga il datore di lavoro ad assicurare a ciascun lavoratore «una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza», con riferimento ai concetti di rischio, danno e prevenzione e ai «rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda».
Il comma 4 indica quando quella formazione va erogata: alla costituzione del rapporto di lavoro, al trasferimento o cambiamento di mansioni, all’introduzione di nuove attrezzature, tecnologie o sostanze pericolose.
Il comma 5 riguarda l’addestramento e merita attenzione da parte di chiunque valuti un corso pratico: consiste «nella prova pratica per l’uso corretto e in sicurezza di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi», va effettuato da persona esperta e va tracciato in un apposito registro, anche informatizzato.
Due commi meno citati pesano sulle decisioni di un responsabile della formazione. Il comma 6 chiede che la formazione sia «periodicamente ripetuta in relazione all’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi». Il comma 14 stabilisce che le competenze acquisite siano registrate nel fascicolo elettronico del lavoratore e che il datore di lavoro ne tenga conto nel programmare la formazione.
L’articolo 37, insieme all’Accordo Stato-Regioni che ne attua il comma 2, descrive quindi un obbligo che segue la mansione e il comparto. La guida di un veicolo aziendale entra nel piano formativo solo quando è l’azienda a deciderlo.
Dove finisce l’obbligo e resta il rischio
La valutazione dei rischi segue una regola più larga di quella della formazione. L’articolo 28, comma 1, del D.Lgs 81/2008 stabilisce che la valutazione «deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori»: il testo su Normattiva non ammette elenchi chiusi.
Per un’azienda con commerciali, tecnici o manutentori in strada, il rischio stradale è uno di quei rischi. Gli infortuni che avvengono alla guida pesano sul bilancio infortunistico aziendale come qualunque altro evento, e ne abbiamo scritto in dettaglio negli infortuni in itinere e in occasione di lavoro.
Da qui nasce lo scarto che interessa a chi decide il budget: il rischio va valutato, la formazione alla guida non è imposta da nessun obbligo formativo. Chi si ferma agli adempimenti dell’Accordo Stato-Regioni chiude il fascicolo; chi guarda il rischio si accorge che manca un pezzo.
Perché l’Inail premia la formazione che l’Accordo Stato-Regioni non impone
La Guida al modello OT23 2027 apre con una frase che chiarisce l’intera logica del meccanismo: la riduzione del tasso medio di tariffa spetta alle aziende che realizzano interventi di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza «in aggiunta a quelli obbligatori per legge». La riduzione è prevista dall’articolo 23 delle Modalità per l’applicazione delle Tariffe dei premi, approvate con decreto interministeriale del 27 febbraio 2019.
Il modello raggruppa gli interventi in sei sezioni, dalla prevenzione degli infortuni mortali alla gestione delle emergenze, passando per la prevenzione del rischio stradale e per la formazione. Ogni intervento è classificato di tipo A o di tipo B in ragione della sua valenza prevenzionale: per ottenere la riduzione serve un intervento di tipo A oppure due di tipo B.
La percentuale di riduzione dipende dalla dimensione della posizione assicurativa territoriale, non dal costo dell’intervento.
| Lavoratori-anno del triennio della PAT | Riduzione del tasso medio |
|---|---|
| Fino a 10 | 28% |
| Da 10,01 a 50 | 18% |
| Da 50,01 a 200 | 10% |
| Oltre 200 | 5% |
L’esito arriva via PEC entro 120 giorni dalla scadenza del termine di presentazione, e la riduzione si applica al premio di regolazione dell’anno di presentazione della domanda. Il dettaglio del meccanismo, sezione per sezione, è nell’articolo dedicato all’OT23 2027 e alla riduzione del premio Inail.
L’intervento D-4: che cosa deve contenere il corso
Nella sezione D del modello 2027 l’intervento D-4 è di tipo A e descrive un’azienda che «ha erogato ai lavoratori che durante l’attività lavorativa fanno uso di veicoli a motore personalmente condotti, uno specifico corso teorico-pratico di guida sicura». Essendo di tipo A, da solo apre la domanda di riduzione: un corso che nessun obbligo formativo prescrive vale più, nel punteggio Inail, di adempimenti che l’Accordo Stato-Regioni rende comunque dovuti.
Le condizioni sono scritte nelle note del modello, disponibile fra gli allegati dell’istruzione operativa Inail del 24 luglio 2026:
- il corso deve essere stato frequentato nell’anno 2026 da almeno il 30% del personale addetto all’autotrasporto o che comunque utilizzi a vario titolo veicoli aziendali;
- per i veicoli merci fino a 35 quintali e per quelli destinati al trasporto fino a nove persone il corso deve comprendere una parte teorica e una parte pratica di guida su strada o su pista;
- oltre quelle soglie la prova pratica può essere condotta anche con un simulatore di guida.
Il modello elenca poi dieci argomenti che il corso deve trattare: posizione di guida corretta, uso dei comandi, nozioni di sottosterzo e sovrasterzo, corretta impostazione delle traiettorie in curva, frenata e frenata di emergenza, manovra di emergenza per evitare ostacoli, controllo della perdita di stabilità del veicolo, guida in condizioni di ridotta aderenza, confronto del comportamento in presenza e in assenza delle tecnologie di sicurezza, effetti dei trasferimenti di carico sulla dinamica del veicolo.
Quell’elenco è una lista di controllo già pronta per chi confronta preventivi. Come si costruisce una giornata a partire da quelle dieci voci lo abbiamo spiegato nell’articolo su come si struttura un corso di guida sicura per aziende.

I documenti da conservare e le date
Un corso realizzato e non documentato, per l’Inail, non è stato realizzato. Vale la stessa disciplina che si applica alla formazione prevista dall’Accordo Stato-Regioni: senza registri e attestati la formazione non è dimostrabile. Il modello indica sette voci di documentazione probante da trasmettere insieme alla domanda:
- programmi dei corsi, datati nel 2026, con indicazione del soggetto erogatore;
- elenco presenze datato nel 2026 e firmato dai lavoratori partecipanti;
- elenco dei lavoratori adibiti all’autotrasporto o comunque addetti all’utilizzo dei veicoli aziendali;
- elenco dei veicoli utilizzati dall’azienda nel 2026, datato e firmato;
- attestati di fine corso;
- in caso di prova pratica al simulatore, gli elementi identificativi e le caratteristiche del simulatore;
- curriculum e credenziali del soggetto o dell’ente formatore.
Le date sono due e non vanno confuse. Gli interventi devono essere realizzati nell’anno precedente a quello di presentazione della domanda: per la domanda relativa al 2027 significa entro il 31 dicembre 2026. La domanda si presenta poi con il servizio online entro il 28 febbraio, o il 29 in caso di anno bisestile.
Restano quindi settembre, ottobre e novembre come mesi utili per organizzare la giornata, dicembre a fare da margine stretto fra chiusure aziendali e meteo. Le regole di compilazione e i requisiti di regolarità contributiva vanno verificati con il consulente del lavoro o con la sede Inail competente: questo articolo descrive il quadro, non sostituisce quel controllo.
Chi conviene mandare per primo
La soglia del 30% del personale addetto ai veicoli è un minimo, e conviene trattarla come tale anche nella scelta delle persone. Un commerciale che macina autostrada, un tecnico che gira con il furgone carico e un impiegato che prende l’auto aziendale due volte al mese hanno tre esposizioni diverse allo stesso rischio.
L’Accordo Stato-Regioni non aiuta a scegliere, perché non prevede questo corso: la selezione delle persone è una decisione dell’azienda, e conviene prenderla sui dati di chilometraggio e di mansione già disponibili.
Chi percorre più chilometri è il candidato ovvio. Meno ovvio, e altrettanto utile, è chi guida poco: nella frenata di emergenza è la persona che fa più fatica, perché l’intervento dell’ABS sotto il piede non l’ha mai sentito e tende a rilasciare il pedale nel momento in cui servirebbe premerlo di più.
Il furgone carico merita un ragionamento a parte. Il comportamento in frenata e in curva cambia con il carico, e i trasferimenti di carico sulla dinamica del veicolo sono una delle dieci voci che il modello Inail chiede di trattare.

Chi può erogare il corso
Il modello OT23 2027 non lascia libertà su questo punto: i corsi «devono essere erogati a enti, strutture specificatamente dedicati a tale tipo di corsi e dotati di docente e formatori in possesso di un’esperienza superiore a quella di base nella guida di autoveicoli e nella docenza nell’ambito della guida sicura». Il curriculum del formatore è uno dei sette documenti da allegare, e va chiesto prima di firmare, non a gennaio mentre si prepara la domanda.
Rally Factor Driving School è Centro Tecnico Federale ACI Sport e forma piloti e conducenti dal 2006, con due sedi operative — Villafranca di Verona e la Mola di Rieti — e un modulo su neve e ghiaccio al Tonale. Gli istruttori sono istruttori ACI Sport che gareggiano nei campionati italiani ed europei, e la scuola ha alle spalle attività di sviluppo e presentazione vetture per case costruttrici e gruppi di concessionari.
Le giornate aziendali si costruiscono sui mezzi e sulle mansioni dell’azienda che le richiede, in aggiunta e non in sostituzione dei percorsi definiti dall’Accordo Stato-Regioni, e i corsi di guida sicura restano il punto di partenza per capire che cosa si può mettere in una giornata.
Domande frequenti sull’Accordo Stato-Regioni e sulla guida sicura
Che cos’è l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025?
È l’accordo approvato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome (Rep. atti n. 59/CSR), adottato ai sensi dell’articolo 37, comma 2, del D.Lgs 81/2008 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 119 del 24 maggio 2025. L’Accordo Stato-Regioni individua la durata e i contenuti minimi dei percorsi formativi obbligatori in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Un corso di guida sicura sostituisce la formazione obbligatoria sulla sicurezza?
No. La formazione obbligatoria segue quanto previsto dall’articolo 37 del D.Lgs 81/2008 e dall’Accordo Stato-Regioni. Il corso di guida sicura è un intervento aggiuntivo: l’Inail lo riconosce nel modello OT23 proprio perché rientra fra gli interventi realizzati in aggiunta a quelli obbligatori per legge.
Perché l’Inail premia la formazione che non è obbligatoria?
La Guida al modello OT23 2027 stabilisce che la riduzione del tasso medio di tariffa spetta alle aziende che realizzano interventi di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza in aggiunta a quelli obbligatori per legge. Ciò che l’azienda deve già fare in base all’Accordo Stato-Regioni non porta punteggio.
Quanti lavoratori devono partecipare al corso perché valga per l’OT23?
Il modello OT23 2027 chiede che il corso sia stato frequentato nell’anno 2026 da almeno il 30% del personale dell’azienda addetto all’autotrasporto o che comunque utilizzi a vario titolo veicoli aziendali.
Il corso può essere solo teorico o svolto al simulatore?
Per i veicoli con massa massima fino a 35 quintali destinati al trasporto merci e per quelli destinati al trasporto fino a nove persone, il modello chiede una parte teorica e una parte pratica di guida su strada o su pista. Il simulatore è ammesso per la prova pratica solo oltre quelle soglie.
Quali documenti deve conservare l’azienda dopo il corso?
Il modello indica sette voci: programmi dei corsi datati 2026 con il soggetto erogatore, elenco presenze firmato dai partecipanti, elenco dei lavoratori addetti ai veicoli, elenco dei veicoli usati nel 2026 datato e firmato, attestati di fine corso, elementi identificativi del simulatore in caso di prova pratica simulata e il curriculum del formatore.
Entro quando va svolto il corso e entro quando si presenta la domanda?
Gli interventi devono essere realizzati nell’anno precedente a quello di presentazione: per la domanda 2027 vanno realizzati entro il 31 dicembre 2026. La Guida Inail fissa la presentazione della domanda entro il 28 febbraio, o il 29 in caso di anno bisestile.
Chi può erogare un corso di guida sicura valido per il modello OT23?
Il modello chiede enti e strutture specificatamente dedicati a questo tipo di corsi, con docenti e formatori in possesso di un’esperienza superiore a quella di base nella guida di autoveicoli e nella docenza sulla guida sicura. Il curriculum del formatore rientra fra i documenti probanti da allegare alla domanda.
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